In primo piano - 'I Marmi Colorati del Mediterraneo Antico': la presentazione del libro di Italo Abate

'I Marmi Colorati del Mediterraneo Antico': la presentazione del libro di Italo Abate In primo piano

Ambiente e Cultura Mediterranea e l'Ordine degli Architetti della Provincia di Benevento comunicano che e' stata organizzata la presentazione del libro I Marmi Colorati del Mediterraneo Antico che si svolgerà a Benevento il 27 novembre 2015 alle ore 16.00 presso l’Auditorium “G. Vergineo” del Museo del Sannio.

L’evento ha l’obiettivo della più ampia diffusione della cultura mediterranea nelle sue diverse accezioni in termini storico-artistici e di ricerca e documentazione sui più conosciuti marmi antichi utilizzati nella statuaria e nella ritrattistica nella tarda repubblica e in età imperiale.

Marmi, ben noti nella letteratura scientifica di settore, ma altrettanto poco conosciuti dal grande pubblico se non per gli aspetti di admiratio, stupore, meraviglia ed estasi generate dalla bellezza delle sculture in esposizione nelle diverse sedi museali, sia per le forme dolci e sensuali delle veneri, sia per le nudità eroiche di alcuni personaggi, sia per la lucentezza del marmo e la sapiente e dotta maestria degli artisti “romani” o greci.

Il libro, redatto da Italo Abate, presidente di Ambiente e Cultura Mediterranea, sviluppa anche un “percorso narrativo” dalla tarda repubblica fino alla decadenza dell’Impero illustrando l’assorbimento della cultura ellenistica da parte della società romana, il definitivo abbandono dei mores maiorum e il modus vivendi ispirato alla famigerata tryphé greca.

Ricchezza, potere, dominio sono espressi dal possesso dei marmi colorati provenienti dalle lontane province orientali: marmi con nomi esotici; il rosso antico, il pavonazzetto, il giallo antico, il porfido rosso, l’occhio di pavone, la lumachella, il fior di pesco, il lichnytes sono solo alcuni dei nomi da favola con cui i romani indicavano i marmi estratti dalle isole dell’Egeo, dalle province interne dell’Asia Minore,dal deserto orientale egiziano o dalle cave di Simitthus in Numidia.

Pietre estratte dai damnati ad metalla sotto un sole infuocato di 40°/50° nelle cave di Ouâdî Hammâmât, di Gebel Fatireh o di Mons Claudianus trasportate poi con battelli fluviali lungo il Nilus, il Meander, il Sangarius o il Bagradas per essere caricate sulle naves lapidariae che solcavano per migliaia di chilometri le tempestose acque del Mediterraneo per raggiungere l’Urbe; il tutto, per soddisfare la vanità e il senso di potere dell’aristocrazia romana di adornare il foro, le basiliche, i teatri, i ninfei, i templi, i porticus o le loro domus con marmi colorati; tutto ciò per imitare la cultura ellenistica e creare l’immagine di essere “i nuovi greci”.

Storia e volto dei marmi antichi che costituiscono un interessante spazio culturale dell’identità mediterranea, inscindibile, da ampliare e consolidare; sono, infatti, le sculture, gli arredi delle domus, i colonnati o i ritratti della nobilitas romana in marmi colorati che recano i messaggi del potere alla società di una metropoli, Roma, rimasta nei secoli simbolo di potenza e dissolutezza, di antiche e severe virtù morali e dilagante corruzione, grande crogiuolo di popoli e affascinante palcoscenico di immensa ricchezza e disperata miseria.

Sui marmi colorati del Mediterraneo Antico, che avevano attivato nel II secolo a. C. un’impareggiabile corsa delle grandi famiglie aristocratiche da cui prese forma il mito imperiale, caddero le tenebre nel 568 d. C.; infatti, con l’ultima ondata barbarica dei Longobardi, e l’eliminazione fisica della residua classe senatoria, scomparve quella “committenza antica” che aveva alimentato, per secoli, la ricerca, l’estrazione e l’uso dei marmi colorati che hanno disegnato il volto di Roma e dell’Impero.

Il libro gode del patrocinio della Provincia di Benevento e sarà presentato dall’archeologo Antonio Mesisca, dottorando presso l'Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, dalla professoressa Maria Rosaria Senatore dell’Università degli Studi del Sannio e dal M° di scultura Giuseppe Leone, già docente dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli.

I lavori saranno coordinati dalla giornalista sannita Lucietta Cilenti.

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