Il Terminal Bus di via Pertini uno scandalo infinito In primo piano

Nella provincia di Benevento sono molti gli studenti pendolari, che quotidianamente affrontano vistosi disagi, causati dalla non-curanza e dalla scarsa organizzazione di quello che pomposamente si chiama Terminal bus, in via Pertini (intitolazione, tra l’altro, sconosciuta ai più), ma è soltanto un piazzale con autobus. Tali problemi non coinvolgono solo gli studenti, ma anche - e soprattutto - i pochi, sparuti turisti, che osano avventurarsi nella misteriosa terra sannita. Misteriosa perché le informazioni su orari, destinazioni e dislocazioni dei bus sono riservate a pochi intimi o agli aficionados, che sulla loro pelle e con una lunga gavetta hanno imparato a districarsi nella giungla dei pullman che fanno i loro caroselli nel piazzale.

Infatti gli autobus extra-urbani, nel migliore dei casi, sono parcheggiati con modalità arbitrarie e frutto dell’estro decisionale dell’autista che, per cause di forze maggiori, è costretto ad occupare il primo spazio disponibile, provocando, così, un forte disorientamento per coloro che non sono soliti frequentare questo “ambiente”. L’origine della questione va certamente individuata nella mancanza di un’organizzazione e regolamentazione, della delimitazione chiara e numerata dei parcheggi, della cartellonistica con orari e fermate, di brochures con le informazioni. Nello specifico, manca un info-point o meglio, ne esiste solo l’edificio e, per un certo periodo, ospitava pure un “addetto”, che invece non diceva nulla che potesse fornire - ed offrire - risposte esaustive in merito a tutte le questioni che insorgono quando uno viaggia, ma si limitava a distribuire materiale pubblicitario. Oggi, non c’è neppure l’addetto in quell’ufficio abbandonato, ulteriore tempio allo spreco di denaro pubblico.

Fondamentale, nonché sorgente di enigmi, è il ruolo svolto dal bar ivi presente, ove ogni studente è solito recarsi non solo per approvvigionamento, ma anche per avere un quadro, approssimativo, circa le prossime corse da (in)seguire, perché il barista fornisce o non fornisce le notizie, a seconda se conosce o no il tema, e pure i biglietti. Lontani da falsa e spicciola demagogia, un esempio tangibile circa l’impossibilità di raggiungere, in tempi moderni, la propria città o abitazione è fornito dalla tratta Benevento-Buonalbergo che, come orari pomeridiani, presenta le seguenti corse: 14.30 - 18.30. Ora, in un’Italia all’avanguardia, che inculca negli studenti l’importanza di svolgere attività di alternanza scuola-lavoro, prevalentemente pomeridiane ed extra-scolastiche per la formazione, che ha premura di attuare l’apprendimento in tempi significativi - a detta dello psicologo David Ausubel -, com’è possibile conciliare queste ed altre esigenze con orari che non tengano conto delle trasformazioni in atto per studenti e lavoratori?

Altro punto dolente è il mantello stradale. Avete mai camminato su quell’asfalto? Se dovesse capitarvi, vi meraviglierete del fatto che all’improvviso avrete un andamento per così dire coreografico: un salto qui ed uno lì, per scansarvi da qualche buco nero presente sull’asfalto. Siete amanti del rischio? Bene! Percorrete lo stesso tragitto a bordo di un pullman, proverete la stessa adrenalina di una cavalcata sulle montagne russe. Guai se vi scappa la pipì: infatti, gli unici servizi presenti sono inagibili, nonché circondati da rifiuti di ogni ordine e grado. Certo la responsabilità, almeno in questo caso, è degli utenti, specie giovani. Se spetta agli utenti il compito di non vandalizzare e rispettare il terminal bus come luogo di incontro e scambio, spetta alle autorità competenti adeguare i servizi e manutenerli. Se una persona anziana ha difficoltà a stare in piedi, nell’attesa del pullman, non troverà sedili. Dove ci si ripara, se piove, visto che mancano le pensiline, ma in compenso ci sono enormi pozzanghere? In conclusione, non sembra che Benevento sia un capoluogo moderno. Sembra rimasta ai tempi delle corriere. Per fortuna, il Terminal è in una zona centrale e vicina a molte scuole, si tratta di attrezzarlo e ripulirlo, prima che le pozzanghere si uniscano a formare l’Acheronte ed ogni autista nel suo “traghettatore”.

ANTONELLA IZZO

ROSA D’ALOIA