Il treno per le Indie rivive a Benevento. Signori in carrozza per salvare il teatro! In primo piano

Da Londra a Bombay passando per Brindisi. Con un treno chiamato 'La Valigia delle Indie'. Dopo un lungo tragitto dalla Gran Bretagna alla Francia all'Italia i passeggeri scendevano e prendevano un piroscafo diretto a Porto Said in India. Un viaggio possibile tra la fine dell’ottocento e gli inizi del novecento. Perché non tentare di farlo rivivere? Questo è il sogno di un gruppo di attori meridionali che immaginano di partire per montagne ed oceani, accompagnati dalla musica e dalle canzoni delle città di mare. Per questo lo spettacolo andato in scena al Teatro Massimo di Benevento si intitola 'Signori in carrozza!'.

I protagonisti vogliono salvare un teatro abbandonato di Brindisi, per garantire un futuro ad un’arte che non può morire sotto i colpi di una spietata speculazione edilizia. In quella città meridionale c’è qualcuno che vuole costruire una palazzina al posto della struttura teatrale. Allora un custode impresario finge di convocare un’audizione per scegliere una compagnia che dovrà accompagnare i viaggiatori del nuovo treno da lanciare sull’antica rotta.

La vicenda è ambientata durante la seconda guerra mondiale, quando lo scontro si fa più cruento con lo sbarco degli alleati che arrivano dal sud. L’attacco ai nazifascisti comporta purtroppo la distruzione delle città. 'Gli Americani - ammetterà sconsolato il fantasioso impresario - quando vengono a salvare, buttano le bombe'. Sul palcoscenico del vecchio 'Teatro Verdi' di Brindisi si presentano due compagnie di artisti e di musicisti, una della Toscana e una della Campania. Cominciano ad esibirsi coi loro cavalli di battaglia.

Tra aneddoti e racconti, balli e suoni, ogni gruppo desidera vincere la gara ed imbarcarsi nella 'Valigia delle Indie'. Gli attori superano pian piano le aspre rivalità, ritrovano 'accordi' impensabili, finiscono per cantare e ballare insieme. Per la loro bravura vengono scelti entrambi e si preparano a partire. Il sogno sembra realizzarsi, ma quella grande rinascita è il frutto di un’infinita fantasia e finanche della volontà di un fantasma immaginario, che si chiama Pasquale Cutugno.

Il viaggio degli appassionati artisti è accompagnato da un’orchestra dal vivo, con musiche da ripostiglio, in cui prevalgono struggenti motivi napoletani, come la 'Rumba degli Scugnizzi' di Raffaele Viviani. L’arte abbatte ogni confine, perché muove le corde più profonde dei sentimenti. La nuova variegata e multicolore compagnia è pronta per recitare in tutti i teatri del mondo.

Tutti gli attori si muovono con naturalezza ed armonia, col giusto altalenarsi tra la musica e le parole. Sembra davvero di rivivere l’atmosfera dei primi bastimenti diretti in America, dei locali affumicati dei porti e delle metropoli affollate dagli emigranti italiani del primo novecento.

L’operazione 'Signori in Carrozza' è realizzata dalla compagnia 'Gli Ipocriti', diretta da Paolo Sassanelli e composta tra gli altri da Giovanni Esposito, Ernesto Lama, Margherita Vicario e Marit Nissen. Lo spettacolo ha chiuso in bellezza la rassegna 'Palcoscenico Duemila', sulle note del ritornello 'Questi artisti non hanno soldi in tasca per campar, ma hanno tanti sogni per far cantare e ballar'.

ANTONIO ESPOSITO

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