Impianti eolici, l'allarme della Comunità Montana Alto Tammaro In primo piano

Prima una richiesta ufficiale da parte dei sindaci dei territori della Comunità Montana Titerno e Alto Tammaro, per chiedere alla Regione Campania la sospensione dell'esecutività di tutte le autorizzazioni concesse per gli insediamenti eolici, siamo a marzo 2016, poi le continue sollecitazioni da parte dei sindaci per evitare l’imminente scempio naturalistico causato dalla selvaggia installazione di pale eoliche su tutta l’area appenninica.

Agosto 2016, a cinque mesi di distanza dalla prima lettera firmata dai comuni di Santa Croce del Sannio, Faicchio, Pietraroja, Cusano Mutri, San Lorenzello, Guardia Sanframondi, Campolattaro, Cerreto Sannita, Sassinoro, Fragneto l’Abate, Fragneto Monforte, San Salvatore Telesino, Colle Sannita, Reino, Castelpagano e Casalduni, arriva un segnale incoraggiante ma non salvifico, il vincolo paesaggistico da parte del Ministero dei Beni Culturali, in tutela del patrimonio archeologico e ambientale rappresentato dal Regio Tratturo.

Ma questo non è sufficiente per mettere in sicurezza l’area della Comunità Montana Titerno e Alto Tammaro, interessata da un imponente progetto di impianti eolici per la produzione di energia elettrica.

Sulla questione si esprime il presidente della Comunità Montana Alto Tammaro e sindaco di Santa Croce del Sannio, Antonio Di Maria, che da sempre sta sostenendo una battaglia contro un incontrollabile disastro ai danni del territorio, qualora dovesse prendere forma il disegno del parco eolico. Di Maria si dice preoccupato per il futuro di un’area importantissima dal punto di vista storico e culturale , quale è il Regio Tratturo, monumento della civiltà pastorale sopravvissuto nei secoli, che andrebbe a contaminarsi di strutture dell’ingegneristica moderna per la produzione di energia, con un forte impatto paesaggistico.

“Esprimo preoccupazione per quello che sta accadendo nelle zone dell’Alto Tammaro in prossimità del tracciato  del Regio tratturo, dopo le richieste fatte come presidente della Comunità Montana e da parte di tutti i sindaci, i lavori per l’installazione degli impianti eolici stanno andando avanti.

Faccio fatica a comprendere come, da un lato il Ministero per i Beni Culturali metta il vincolo per tutelare un’area archeologica di valenza mondiale e  dall’altra parte la Regione Campania conceda le autorizzazioni per gli impianti eolici a soli 250 metri dall’area archeologica.

Si ha come la sensazione di lavorare controcorrente, dove noi amministratori ci impegniamo  a difendere e promuovere un territorio bello ma con criticità e la Regione Campania  invece di fare da madre si comporta da matrigna, considerando le aree interne del Titerno e Alto Tammaro con leggerezza.

E’ una questione di buon senso e di logica. Se disponiamo di un potenziale di sviluppo, probabilmente l’unico più importante sul territorio (paesaggio  e prodotti di questa terra) perché “intralciare” lo sviluppo di queste aree con interventi architettonici, che potrebbero essere collocati altrove senza fare danni?

Sono grato e vicino a Giuseppe Fappiano, del Fronte Sannita per la difesa della montagna, per il grande impegno e per la manifestazione di coraggio che ha attuato in questi giorni con lo sciopero della fame, con l’intento di richiamare l’attenzione sulla questione del nascente parco eolico. A questo aggiungo il mio appello per la  sospensione di  ogni tipo di intervento fino a quando la Regione Campania non sia in grado di dare risposte con un adeguato Piano Paesaggistico Regionale  (PPR)  e un Piano Energetico Regionale”.

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