La banana e il cetriolo In primo piano

Narrano le cronache che il presidente della Regione Vincenzo De Luca, nella sua funzione di perlustratore della città di Salerno (della quale si sente sempre sindaco), si è prontamente incarnato quale sceriffo ed ha preso in castagna un immigrato “che lo aveva insospettito perché chiedeva l’elemosina davanti a un supermercato” (Corriere della Sera, pag. 2, del 24 settembre).

Scesa dall’auto blu, la massima autorità regionale è andata “personalmente a controllare”, prima di affidare lo sprovveduto  a “una pattuglia della polizia municipale”. Che è riuscita nell’impresa di scovare in una tasca dell’immigrato, nel corso degli “ulteriori accertamenti”, nientedimeno che una banana.

Ai tempi andati, prima di andare a ballare, il figlio di una agiata ortolana usava mettersi nella tasca dei pantaloni un robusto cetriolo. Diceva lo screanzato che, strofinandosi alla ballerina, ella si spostava dall’altra parte. “E io ‘cca l’aspetto”.

La pattuglia poco acrobatica della municipale di Salerno, all’oscuro del precedente cetriolone, non ha fatto confessare all’immigrato (a proposito, ma non era mica uno di colore?) a quale funzione fosse abilitato il frutto esotico in suo possesso (regolare).

MARIO PEDICINI