In primo piano - 'La Riforma Costituzionale in SInteSI', parte la rubrica del Circolo PD Benevento

'La Riforma Costituzionale in SInteSI', parte la rubrica del Circolo PD Benevento In primo piano

Il Circolo di Benevento del Partito Democratico ha reso noto che da oggi partirà la rubrica settimanale La Riforma Costituzionale in SInteSI a cura dell'ufficio politico del Circolo, composto da Alfredo Martignetti, Ferdinando Nuzzolo, Paola Reale e Alba Stefanelli.

Ogni 7 giorni sarà pubblicata sulla pagina facebook del circolo e comunicata ai giornali una sintesi dei punti fondamentali della riforma oggetto del referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. Ciò al fine di promuovere un'adeguata informazione dei cittadini sul contenuto della riforma stessa.

La Riforma Costituzionale in SInteSI

prima parte

Con la riforma costituzionale l'Italia abbandonerà il sistema del c.d. “bicameralismo perfetto”, con la previsione di un rapporto fiduciario esclusivo fra Camera dei Deputati e Governo.

Solo la Camera dei Deputati voterà la fiducia al Governo, esercitando così la funzione di indirizzo politico, la funzione legislativa e quella di controllo sull'operato del Governo.

Sulla maggior parte delle leggi, quindi, sarà solo la Camera dei Deputati a dover decidere, eliminando così la cosiddetta “navetta”, cioè il passaggio della stessa legge tra Camera e Senato, riducendo i tempi di approvazione e dando, quindi, tempi più certi e meno decreti legge.

La funzione legislativa paritaria con processo bicamerale verrà garantita però in alcune materie:

▪ leggi di revisione costituzionale e altre leggi costituzionali;

▪ attuazione della Costituzione in materia di tutela delle minoranze linguistiche e di referendum;

▪ ordinamento, funzioni e legislazione elettorale in materia di Comuni e Città Metropolitane;

▪ sistema elettorale del Senato;

▪ attribuzione alle Regioni di autonomia ulteriore rispetto a quella ordinaria.

Il nuovo Senato, poi, avrà un nuovo profilo: cambierà la rappresentazione quantitativa, passando dai 315 membri odierni a 100, di cui 74 eletti tra i consiglieri regionali, 21 eletti tra i sindaci e 5 nominati dal Presidente della Repubblica. Per ogni Regione sarà garantita una rappresentanza di almeno 2 senatori.

I senatori saranno eletti dai Consigli Regionali “in conformità alle scelte espresse dagli elettori”. Infatti, al momento del rinnovo dei Consigli Regionali, con il loro voto, i cittadini eleggeranno i rappresentanti locali, ma avranno la possibilità di indicare chi tra questi sarà il rappresentante del “proprio territorio” al livello nazionale, senza alcun compenso aggiuntivo. Insomma, i consigieri regionali che saranno eletti senatori non riceveranno alcuna indennità ulteriore.

Sarà, quindi, un Senato meno numeroso, ma dotato comunque di forti strumenti politici in grado di rappresentare le istanze dei cittadini, in conformità con l'originaria ispirazione della Costituzione Repubblicana.

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