In primo piano - La solitudine di una donna in cerca d'amore: Gea Martire in scena al Mulino Pacifico

La solitudine di una donna in cerca d'amore: Gea Martire in scena al Mulino Pacifico In primo piano

'Ti accorgi che stai diventando vecchia quando le candeline costano più della torta'. Con queste ironiche parole si accinge a festeggiare il suo compleanno la donna protagonista di 'Mulignane', la commedia andata in scena al Mulino Pacifico di Benevento, tratta da un racconto di Francesca Prisco, interpretata dall’attrice napoletana Gea Martire. Una performance sulla solitudine, dirompente e dissacrante, esilarante e raccapricciante.

Quel giorno è come un risveglio. Stanca della monotonia e dei soliti auguri rituali di amiche e colleghi d’ufficio, quella donna senza nome vuole fare qualcosa di grande, comprarsi un regalo straordinario per un viaggio inedito in nuovo mondo, tra sensazioni ed emozioni mai provate. Vuole rompere il guscio di quella solitudine senza amore che l’ha schiacciata per tanti anni, rendendola quasi invisibile agli altri anche per le sua non bella presenza.

Girando per le strade della città, arriva in un sexy shop, compre un bel fallo finto e se lo porta a casa. Ma subito è assalita da un rimorso. 'Nel negozio sulla parete c’era l’immagine di Padre Pio - esclama impaurita e pentita - mi ha visto, forse faccio peccato, ma è un peccato di solitudine'. Così butta in un contenitore della spazzatura quello strano oggetto, stando attenta a metterlo 'nell’indifferenziata indifferentemente'.

La donna è un po' bruttina, appare veramente goffa con quegli occhiali doppi e quei vestiti fuori moda. Ma un giorno irrompe nella sua vita un certo Peppino, che la trova interessante e intrigante. Questo imprevisto amante, però, usa maniere forti, ama l’amore violento, spinto fino al sadomasochismo. Ma lei, donna sola e disperata, vuole vivere l’amore ad ogni costo, sopporta tutte le sevizie, accetta tutte le 'mulignane' che il suo amato Peppino gli procura per tutto il corpo con le sue mani rudi.

La sua vicenda tragicomica si condenserà in un grido di gioia e dolore. 'La mulignana - dirà - è un apostrofo viola tra le parole io t'acciro'. Sperando di trasformare il suo uomo in un tenero amante pensa un giorno di cambiare look, con un nuovo trucco ed abiti moderni e soprattutto buttando via quegli orribili occhiali. Diventa così una vamp e una bomba sexy. Ma in questa nuova veste Peppino non la vuole più, perché lui ama le 'pietre grezze'. Quel giovane viene arrestato, perché è un ladro e un delinquente. Mentre la donna, nel nuovo ruolo, metterà in atto la sua vendetta verso altri uomini, sottomettendoli ai suoi capricci e al suo dominio, perché ormai è padrona del gioco e dei sentimenti.

Gea Martire, diretta dal regista Antonio Capuano, attraversa tutta la scena con tutto il suo corpo, interpretando tutti i ruoli, femminili e maschili, ansimando, soffrendo, ridendo, cadendo, danzando, rappresentando con carnalità e sudore la dura condizione di una donna sola in cerca d’amore, tra gridi di finta gioia e liberazione, gesti di ritrovata ribellione, l’approdo ad una nuova dimensione, accompagnata dalle canzoni di Mina e Rino Gaetano. Il pubblico accorso numerosissimo ha salutato l’attrice con applausi convinti, dimostrando di accogliere con entusiasmo la rassegna teatrale 'Obiettivo T', promossa dalla Solot al Mulino Pacifico di Benevento.

ANTONIO ESPOSITO

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