Lions di Benevento: service 'Per un'Europa dell'Uomo' presso la sala consiliare di Palazzo Mosti In primo piano

Per un'Europa dell'Uomo. Territori e Citta' medie per la (ri)costruzione della coesione e' il titolo del service, organizzato dal Lions Club International, Distretto 108YA (Campania, Basilicata e Calabria), che si terra' sabato 23 gennaio, alle ore 10.00, presso la sala consiliare di Palazzo Mosti di Benevento. Il convegno, patrocinato dal Comune del capoluogo sannita, è stato organizzato da Gianfranco Ucci, responsabile service distrettuale Lions.

La tavola rotonda sarà moderata da Mario Pedicini, direttore Centro Studi del Sannio, e si aprirà con i saluti istituzionali del prefetto di Benevento, Paola Galeone a cui seguiranno gli interventi di Maria Stefania Camerlengo, presidente Lions Club Benevento Host e di Giovanni Lettieri, presidente della III Circoscrizione Lions.

Inoltre alla manifestazione prenderanno parte: Massimo Resce in qualità di esperto di Politiche Comunitarie; Fausto Pepe, sindaco di Benevento e l’on. Andrea Cozzolino, vice-presidente Commissione per lo Sviluppo Regionale. Invece, a concludere i lavori, saranno: Ermanno Bocchini, past-direttore Internazionale Lions e l’on. Antonio Tajani, vice-presidente vicario del Parlamento Europeo.

Oggi il modello di integrazione europea perseguito negli ultimi 50 anni è fallito - dichiara Gianfranco Ucci -. E’ evidente, infatti, la doppia velocità (determinata innanzitutto da diversi stili di vita) che separa l’Europa Mediterranea (latina, “solare”, permeata dall’ozio creativo ma anche da una sorta di lassismo) e l’Europa Mittleuropea (quella del rigore, del rispetto delle regole ma al contempo priva di “entusiasmo” e “inventiva”).

L’integrazione di cui tanto si parla, dunque, sarebbe dovuta passare per la capacità di mettere in equilibrio queste due anime ed, invece, si è lasciato che entrambe convivessero, cercando dei compromessi al ribasso che hanno poi determinato una forza centrifuga piuttosto che centripeta che rischia di disgregarla.

Oggi, però, si può ricominciare o proseguire il percorso solo rimettendo al centro l’uomo, ovvero creando le condizioni per la “buona vita”. Ed è l’Europa stessa che favorisce questo tipo di politiche che sono tese a migliorare la qualità della vita delle persone, individuando i centri medio-piccoli come possibile volano di questa grande rivoluzione culturale. Quindi, il tema interessante da sviluppare - prosegue Ucci - è proprio quello del ruolo delle città medio-piccole nel processo di recupero identitario e di integrazione europea.

Bisogna affrontare il discorso, partendo dal fallimento di alcune politiche di integrazione (fusione fredda, unione economica, il divario culturale sud/nord), per poi cercare di disegnare scenari positivi futuri e, tra questi, a giocare un ruolo fondamentale, ci sono proprio le città medio-piccole.

Il fine, ovviamente, è quello di dar vita e far crescere una comunità europea dell’uomo e non degli Stati”.

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