Lipu sul depuratore: 'Era già tutto deciso a settembre! Incontri farsa con le Associazioni ambientaliste' In primo piano

Alza la voce la Lipu - Sezione di Benevento sulla questione depuratore accusando il sindaco Mastella ed il suo esecutivo di non aver rispettato il lavoro svolto e l'esperienza acquisita dalle Associazioni ambientaliste in tutti questi anni su tale spinosa vicenda.

Di seguito pubblichiamo, dunque, la nota in forma integrale.

“La decisione presa dal sindaco Clemente Mastella e dalla Giunta comunale di realizzare il depuratore nel sito di contrada Serretelle nei pressi della masseria Marziotto ha decretato un grave strappo democratico e partecipativo per la Città di Benevento.

Infatti la decisione è stata presa nonostante la maggior parte (4 su 5) delle Associazioni ambientaliste che sono state invitate alle audizioni indette delle Commissioni consiliari Ambiente e LL.PP. abbiano espresso parere contrario alla realizzazione del depuratore nei siti indicati dal Comune e dell'Autorità di Bacino dei Fiumi Liri-Garigliano e Volturno.

A questo punto è doveroso chiedersi a cosa sono serviti questi incontri, che tra l’altro sono costati risorse pubbliche per i gettoni di presenza ai consiglieri, se poi le risultanze non sono state considerate nella scelta del sito? Inoltre non si può dire che Altrabenevento, l’ANTA, la LIPU e il WWF, associazioni ambientaliste con una solida storia nell'ambito beneventano, non abbiano indicato delle soluzioni valide ma alternative alla proposta del Comune.

Purtroppo alla luce di quanto disposto dalla Giunta si evince che tali incontri sono stati solo formali e questo dispiace molto perché significa che da parte dell’Amministrazione comunale non è stato rispettato il lavoro svolto su tale tema dalle organizzazioni ambientaliste non solo in questa occasione ma da anni, la Lipu ad esempio se ne occupa dal 2005.  

Le voci che sin da settembre circolavano nei corridoi del Settore Lavori Pubblici di localizzare il depuratore non lontano dal sito dell'ultima localizzazione prevista dall’Amministrazione Pepe in contrada Sant’Angelo a Piesco, sono state confermate dalla decisione di ieri della Giunta. Questo nonostante fosse stato garantito alle Associazioni ambientaliste che ci sarebbe stato un ulteriore tavolo tecnico di approfondimento dopo le audizioni con le Commissioni consiliari.

Amara è anche la considerazione che il lavoro di approfondimento svolto dagli ambientalisti non sia stato valutato come meritava. E’ evidente, ad esempio, che il dossier di 35 pagine, consegnato alle Commissioni consiliari e da queste trasmesse al sindaco e alla Giunta, sia stato sottostimato se si legge nella comunicazione ufficiale del Comune che il sito di masseria Marziotto, ossia quello nei pressi di contrada Serretelle, “determinerà un minore impatto dal punto di vista visivo e paesaggistico, avrà una migliore accessibilità dal punto di vista della viabilità (...)”.

Occorre quindi ribadire che l’impatto paesaggistico di un depuratore ubicato in quell’area è molto forte essendo il sito “A” di masseria Marziotto ubicato, come quello ipotizzato dall'Autorità di Bacino sul lato opposto in località Pantano-Sciabacca, in collina e quindi molto evidente da Pantano e da San Vitale, oltre che dalla pista ciclopedonale e si vedrebbe anche dall'altura su cui insiste una parte della città di Benevento.

Inoltre lo sbancamento di terreno da effettuare sarebbe notevole essendo il dislivello tra la parte bassa e quella alta del sito scelto di 15 metri (pari ad un edificio di 4 piani) e per contenere l’area della collina soprastante all'impianto di depurazione si dovranno fare delle consistenti opere strutturali di contenimento. Tutto questo nella fascia di tutela paesaggistica dei 150 metri dal fiume come indicato nel Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. In più sarà da realizzare la strada che dalla provinciale n.76, lungo la direttrice contrada Pontecorvo-Castelpoto, condurrà al depuratore, arteria stradale che a tutt’oggi non esiste, la cui costruzione porterà uno sconvolgimento dell’assetto di quell’ambito collinare agricolo e del contesto paesaggistico in cui è inserito.

Da tutto ciò appare che tali decisioni siano state prese da chi non vive il territorio e non ha le competenze adeguate in materia di tutela del paesaggio, ma neanche la lungimiranza politica di comprendere che le contrade beneventane vanno valorizzate, anche sotto il profilo economico, assecondando le loro peculiarità territoriali e non offendendole e privandole di attrattività con una colata di cemento per costruire un depuratore che può essere eseguito anche da altre parti come già dimostrato dalla Lipu in più occasioni”.

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