Mario Scarinzi, un tenace combattente In primo piano

Mario Scarinzi, morto nella sua casa di Benevento al Viale Mellusi, era nativo di Vitulano. Maestro elementare, entro' ben presto nel SINASCEL, sindacato autonomo di ispirazione cattolica, e ne fu dirigente in simbiosi con Vincenzo Signoriello, sotto l'alto “patrocinio” di don Giovanni Giordano nel suo recinto di piazzetta De Martini.

A Benevento era forte anche l'altro sindacato autonomo degli insegnanti elementari, lo SNASE di Biagino Principe. Ne derivava un attivismo fatto di scuole popolari, di corso di formazione e di aggiornamento, con l'attribuzione di punteggi per le graduatorie e con un presidio costante nelle commissioni operanti presso il Provveditorato agli Studi.

Cominciò Biagino Principe a fare il consigliere comunale e l'assessore nel PSDI e poi nel PSI, ben presto imitato da Signoriello e Scarinzi sotto le ali dello Scudo Crociato democristiano. Mario Scarinzi fu anche consigliere e assessore provinciale. A lui si deve una ripresa della stagione lirica al Teatro Romano con il duo Puglisi-Pasqualetti che seppe offrirci dignitosi cartelloni di opere neanche sempre tradizionali.

Scarinzi è stato anche più volte ai vertici della Sanità divenuta “regionale” a seguito della riforma del 1968. Attaccato da avversari non sempre disinteressati, ha dovuto subire anche iniziative giudiziarie che non ne hanno infiacchito lo spirito di lottatore tenace.

Tra i personaggi di spicco della squadra mastelliana, Mario Scarinzi poteva vantare anche un rapporto più diretto con il grande capo della Sinistra di Base, quel Ciriaco De Mita la cui moglie Anna Maria di cognome fa Scarinzi.

Nel 1993, dopo che la maggioranza consiliare di Palazzo Paolo V si dimise provocando la caduta del sindaco Raffaele Verdicchio, Mario Scarinzi fu tra i papabili per la candidatura a sindaco, per la prima volta con la elezione diretta (sia pure con il rischio del ballottaggio). A sbarrargli la strada sembrerebbe sia stato chi oggi scrive queste note. Mastella, per non scontentare nessuno, preferì candidare, nella resuscitata alleanza con il giovane deputato PSI Umberto Del Basso De Caro, il magistrato Donato Del Mese. Il “terzo uomo” non sfondò e al ballottaggio l'imprevisto prese le sembianze di Pasquale Viespoli.

Nonostante seri problemi di salute, Scarinzi non si era mai ritirato alla cosiddetta vita privata. Lanciato il figlio Gigi al Comune di Benevento, da ultimo aveva accettato di correre nel suo paese di origine per diventarne sindaco, a dispetto della vitalità di un Tonino De Maria.

Mario Scarinzi resta nella storia di mezzo secolo della vita politica come un tenace, concreto, realista amministratore di potere. All'ombra del quale seppe pure coltivare gli istinto dell'orgoglio. Si laureò, divenne professore di scuola media e infine anche preside e dirigente scolastico.

Una storia, la sua, che non ha bisogno di aggettivi. E' l'esemplare trafila di un figlio del popolo che nel clima della democrazia si afferma. Lottando e sgomitando, se necessario. Perché in quel mondo c'erano spiragli per tutti quelli disposti ad osare. Per questo, il bilancio di una vita per Mario Scarinzi è abbondantemente positivo.

MARIO PEDICINI

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