Mensa scolastica, bordate alla giunta Mastella da Viespoli e Pepe In primo piano

Pasquale Viespoli, presidente dell'associazione politico-culturale Mezzogiorno Nazionale, e Fausto Pepe, consigliere di minoranza a Palazzo Mosti, con due distinte note pervenute nella nostra redazione affrontano la delicata vicenda della mensa scolastica a Benevento.

PASQUALE VIESPOLI

La “Mensa Elettorale” ha funzionato; la “Mensa Spettacolare” sta funzionando. Non funziona nè funzionerà la “Mensa Scolastica”.

Le roboanti promesse e le ostentate soluzioni salvifiche il giorno dopo il voto, si sono svelate per quel che erano:

Affermazioni propagandistiche

Paccottiglia elettoralistica

Le scelte tardive ed approssimative della giunta Mastella, hanno determinato un risultato imbarazzante: prezzo base basso, distanza lunga (da km.0 a Km.90 verrebbe da commentare....), ribasso massimo, clausola sociale solo apparente.

L'unica certezza, se e quando il servizio dovesse partire, avrebbe la mancanza di garanzia sulla qualità dei pasti e sui livelli occupazionali.

Come prima, più di prima, peggio di prima.

FAUSTO PEPE

C’è una questione di correttezza formale dell’iter della gara che è sconosciuta all’Assessora, che forse non sa che il nostro paese dal mese di aprile è dotato di una normativa nuova in materia di appalti pubblici e mai ha immaginato fosse doveroso anche solo sfogliare il nuovo codice.

Si insiste ancora oggi sulla gara “al massimo ribasso” quando l’articolo 95, al terzo comma, chiaramente recita che: “Sono aggiudicati esclusivamente sulla base del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo:

a) i contratti relativi ai servizi sociali e di ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica…”.

Inoltre non siamo in presenza di nessuna delle fattispecie previste dall’articolo 63 dello stesso codice che disciplina i casi di utilizzo della procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara. Procedura negoziata si, evidentemente, in attesa che si esprima il TAR, ma non ai sensi dell’artico 63, appunto inapplicabile.

L’amministrazione da me guidata, ed io stesso, dopo aver garantito per nove anni un servizio di mensa scolastica assolutamente adeguato non ha mai sottaciuto le difficoltà registrate nell’ultimo anno scolastico che non ci hanno consentito di proseguire nell’erogazione di un servizio degno così come le famiglie e i piccoli cittadini di Benevento meritano.

Non abbiamo, però, mai utilizzato procedure difformi da quanto la legge vigente ci consentiva, non abbiamo mai aumentato i costi come ha fatto l’attuale Giunta senza spiegarne il senso e abbiamo sempre posto come elemento imprescindibile dell’affidamento del servizio la tutela dei lavoratori e la salvaguardia dei livelli occupazionali che quel servizio aziendale da.

C’è poi una questione di etica della responsabilità che riguarda lo stacco temporale tra il momento dei proclami da campagna elettorale ed il momento delle scelte di governo della città. È qui ed ora il tempo di avviare il procedimento per lo start-up del centro di cottura. È da irresponsabili sostenere, come fa l’Assessora, che si farà poi, quindi, in un tempo indefinito, come già si è detto in campagna elettorale.

Pur sapendo che è un’operazione complessa e difficile, per la quale spesso tante amministrazione mettono in appalto anche questo servizio, il mio auspicio è che l’Amministrazione Comunale riesca a realizzare in house il centro di cottura, in tempi certi e rapidi e comunque entro i 70 giorni di vigenza dell’appalto.

Come sempre avendo a riferimento gli interessi generali della città e volendo dare un contributo propositivo, rimaniamo in attesa di una risposta chiara e dettagliata per come l’Amministrazione intende muoversi su tale questione.

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