Mons. Zerrillo ai giornalisti: 'Anche una matita educa il mondo, ma la stampa non deve offendere' In primo piano

“I giornalisti oggi ricordano ed onorano il loro celeste patrono, San Francesco di Sales, ed io prego affinchè vi illumini tutti con intelligenza”.

L'auspicio, o per meglio dire la promessa beneaugurante, è stata pronunciata da mons. Francesco Zerrillo in occasione della Santa Messa celebrata, come da tradizione, il 24 gennaio nel Duomo di Benevento.

Un momento di condivisione spirituale - organizzato dall'Assostampa Sannita presieduta da Giovanni Fuccio - a cui i giornalisti sanniti hanno risposto numerosi anche quest'anno.

Encomiabile, davvero, Guerino Pietraroia (il decano dei giornalisti sanniti) che fiero delle sue 93 primavere si è precipitato dallo stadio “Vigorito” per assistere alla funzione religiosa non appena finita la partita Benevento - Savoia.

“Il giornalista - ha detto mons. Zerrillo durante l'omelia - è di per sé un uomo sensibile, attento e curioso che dà importanza a quello che accade e se sente qualcosa non la lascia cadere, ma egli deve essere non solo un bravo scrittore, ma anche un buon lettore e comunicatore del tempo che vive”.

Quindi il vescovo emerito di Troia e Lucera ha posto l'accento sul concetto di tempo: “Giornale viene da giorno e giorno è tempo, parimenti cronaca viene da kronos, che in greco significa tempo. Il tempo è un dono di Dio e i giornalisti, dunque, devono essere bravi conoscitori di questo tempo per poi amplificarne le notizie”.

Convinto che la libertà di stampa sia un bene imprescindibile, mons. Zerrillo ha brevemente ricordato il recente attentato alla sede del giornale satirico francese “Charlie Hebdo”: “Il giornale nasce dalla vita ed è per la vita ed anche la matita è un'arma bella, che può educare il mondo, ma la stampa non deve offendere e non c'è nessuna onnipotenza umana... lo ha detto anche Papa Francesco”.

Il vescovo originario di Reino non ha mancato, poi, di lodare i giornali sanniti: “Fate un grande lavoro tutti i giorni”, infine, ha chiosato: “Oggi ci sono tante forme di comunicazione ed i telefonini fremono all'impazzata, però è meglio non esagerare perchè questo mestiere ha bisogno tra le altre cose di concentrazione e riflessione, inoltre, è importantissimo non perdere il contatto umano ed anche saper parlare a se stessi”.

Hanno concelebrato con mons. Francesco Zerrillo don Alessandro Pilla ed il diacono Ermanno Ricci.

Al termine delle cerimonia religiosa è stata rispettata un'altra bella consuetudine, ovvero, quella di intrattenersi nei saloni della Curia per uno scambio di opinioni ed ovviamente per l'immancabile foto di rito.

ANNAMARIA GANGALE

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