Palazzo Mosti, i consiglieri di opposizione sul discorso di fine anno di Pepe: 'Un continuo j'accuse verso il Pd' In primo piano

'La conferenza di fine anno e', per il sindaco di una citta', il momento piu' importante per tirare le somme di quanto fatto e quanto resta da fare. Nel caso del sindaco Pepe, la conferenza tenuta ieri ha assunto però una valenza maggiore, essendo l’ultima del suo mandato e, dunque, la più importante di tutte quelle tenute finora.

E' quanto commentano con una lunga nota i consiglieri d'opposizione a Palazzo Mosti, Luigi De Nigris, Nazzareno Orlando e Mario Zoino, il giorno dopo la tradizionale conferenza stampa di fine anno del primo cittadino di Benevento.

'Come consiglieri di opposizione - scrivono - ritenevamo dover procedere anche noi ad elencare quanto puntualmente ed inesorabilmente abbiamo fatto, con atti ufficiali e con tutte le forme pubbliche ed istituzionali consentite dalle norme, per confutare o scardinare, punto per punto, alcune affermazioni del sindaco, peraltro già oggetto di lunghe discussioni in aula, e non solo.

Grande, però, è stata la delusione nel constatare che il motivo dominante della conferenza stampa è stato un continuo e ripetitivo “j’accuse”, nei confronti della sua parte politica e dei suoi leaders. Nelle parole del sindaco, nei nomi non pronunciati, nelle questioni elencate, negli ironici ammiccamenti, nelle piccate repliche, vi è stato un ridondante richiamo alle responsabilità locali e nazionali di un partito, il Pd, di cui lui stesso dovrebbe essere importante esponente. Una conferenza stampa caratterizzata da una serie di sottolineature e da rimandi, in grado di determinare nell’opinione pubblica l’immagine di una classe dirigente partitica incapace di dare concrete risposte perché impegnata in una lunga ed estenuante faida interna per tutelare spazi ed orticelli.

Da qui, i nostri dubbi! Dovevamo essere noi a rispondere e controbattere, oppure i dirigenti del suo partito tacciati di non essere in grado di far sentire la propria voce anche al di fuori del territorio? Noi a commentare l’esigenza manifestata dal sindaco di voler scegliere, per evitare che si facciano errori, chi si candida a guidare la città oppure la dirigenza locale del Pd? La discesa in campo con una lista di supporto, più minacciata che annunciata, è così apparsa non come una informazione passata ai cittadini, ma come uno dei tanti sassolini da togliersi dalle scarpe.

E’ fin troppo evidente che il Pd, che si candida nuovamente a guidare la città, è un partito dilaniato che non riesce ancora a risolvere una questione di fondo. Pubblicamente, infatti, ancora non chiarisce se intende dare continuità all’azione dell’attuale sindaco, oppure, giudicandola insufficiente ed inadeguata, vuole dare alla città un messaggio di cambiamento.

Dieci anni alla guida di una città sono sufficienti per trasformarla e migliorarla. Le recenti classifiche sulla qualità della vita delle città italiane, che non sono realizzate dalle opposizioni ma da qualificati esperti, ci vedono paurosamente sprofondare nei bassifondi. Ciononostante, piuttosto che prenderne atto e trovare rimedi, l’attuale maggioranza, e per essa il sindaco, addossa colpe alle zone depresse del Fortore o al malfunzionamento (ufficialmente smentito) di qualche centralina dell’Arpac o delle caldaie per il riscaldamento domestico e degli uffici.

All’affermazione: 'Ho reso la città diversa rispetto a come l'ho ereditata' non possiamo che replicare con le suddette classifiche. Nonostante Benevento in fatto di tasse può essere paragonata a Trento o Bolzano, la città continua ad essere più sporca, con strade a pezzi, con casse vuote, con attività produttive al collasso, con teatri e cinema chiusi, con disagio sociale alle stelle, con municipalizzate in fallimento o in perenne affanno, con i cantieri solo inaugurati, con concorsi velati, con il maggior numero di assessori trombati che la storia ricordi, con giovani che non sanno cosa fare, dove andare, dove lavorare o divertirsi....

Dal canto nostro possiamo 'comunemente' affermare che la città è diversa: è in coma!'.

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