Palazzo Mosti, l'assessore alle Finanze Serluca replica a Pepe sul bilancio In primo piano

L'assessore alla Gestione economica del Comune di Benevento, Maria Carmela Serluca, ha rilasciato la seguente dichiarazione relativamente a quanto affermato dal consigliere Fausto Pepe sul bilancio consuntivo 2016.

“È doveroso sottolineare che appena insediato il Consiglio comunale ha dovuto approvare il rendiconto 2015 che la passata amministrazione aveva approvato solo in Giunta. Quel rendiconto chiudeva con un disavanzo tecnico di 34 mln appunto come dice Pepe da spalmare in 30 anni con una rata di 1,3 mln, ma il disavanzo allora determinato non “rivisitava in ribasso” i “residui attivi” ma era, proprio in base ai principi dell’armonizzazione, determinato appostando un fondo svalutazione crediti a copertura di crediti di “difficilissima” riscossione e con considerevole vetustà.

Come più volte sottolineato e dimostrato, i 110 mln sono la sommatoria di debiti e passività che incidono in maniera insostenibile sul nostro bilancio.

I debiti inseriti nel piano di riequilibrio sono stati già pagati (ai creditori) ma con un mutuo trentennale con una rata annua di 1,4 mln così come pure il disavanzo 2015 doveva essere ripianato sempre in 30 anni con una rata che gravava sul bilancio.

La somma di tutte le rate (anche di quelle dei mutui ordinari contratti precedentemente), a cui era da aggiungere anche la restituzione del fondo rotativo, comprimono la spesa corrente in maniera insostenibile. A cui bisogna aggiungere la copertura per i debiti fuori bilancio ancora da riconoscere.

È bene ricordare, e questo l’ex sindaco lo dimentica spesso, che la Corte dei Conti in data 29/05/2014 deliberava il “diniego del Piano di riequilibrio valutandone la non congruenza ai fini del riequilibrio”. Tra le tante criticità rilevate dalla Corte vi era proprio quella sulla notevole consistenza dei residui attivi e passivi, sottolineando in modo particolare la difficile esigibilità dei residui attivi. La Corte assegnava così al Consiglio un termine non superiore a 20 giorni per dichiarare il dissesto. Il dissesto di fatto si era già concretizzato a quella data.

Il secondo piano di riequilibrio, predisposto utilizzando il decreto salva-enti, ricalcava sostanzialmente il primo, tutte le criticità rilevate dalla Corte dei Conti erano presenti, anzi la situazione è progressivamente peggiorata, basti pensare ai debiti fuori bilancio riconosciuti ad aprile 2016, rendendo inevitabile la decisione assunta dal Consiglio comunale in data 11 gennaio 2017.

Il fatto che ad oggi, nel consuntivo 2016, dobbiamo registrare ancora questa notevole massa di residui, che costituiscono un fardello per il nostro bilancio, dimostra che l’amministrazione Pepe non è stata in grado di riscuotere tali crediti.

I crediti evidenziati saranno presumibilmente riscossi in solo in parte, e ciò non permette di pagare i debiti di bilancio (residui passivi) a cui i creditori difficilmente rinunceranno.

Tutta questa disastrosa situazione (altro che bilancio sano di cui parla l’ex sindaco), cristallizzata nel consuntivo 2016, passerà alla Commissione di liquidazione.  

Del pari passeranno alla Commissione le entrate derivanti dall’alienazione di beni, anche queste non realizzate negli anni passati, ma inserite nei piani di riequilibrio, così come pure i ruoli delle multe pregresse della Polizia Municipale.

Tali partite sono inserite nell’ipotesi di bilancio non a copertura dello stesso, ma esclusivamente per il successivo riversamento alla Commissione straordinaria di liquidazione”.

Altre immagini