In primo piano - Pd, Del Basso De Caro e Mortaruolo ripercorrono i risultati messi in campo per il Sannio e promettono tempi migliori

Pd, Del Basso De Caro e Mortaruolo ripercorrono i risultati messi in campo per il Sannio e promettono tempi migliori In primo piano

Il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro si presenta alla conferenza stampa di fine d'anno con il poderoso volume delle legge finanziaria, da poco approvata dal Governo. Comincia a parlare citando Giacomo Leopardi e il “Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere”, annunciando che il 2016 sarà sicuramente migliore. Ripercorre tutte i risultati conseguiti per il Sannio, a cominciare dai provvedimenti per l’alluvione. Ora c’è il commissario e bisogna passare alla fase due, quella della ricostruzione e della ripresa.

Dopo gli eventi di ottobre - sottolinea De Caro - il governo e la regione sono stati molto presenti. Capisco l’impazienza di chi ha subito danni, ma c’è un quadro normativo da rispettare. Il 6 novembre è arrivato il riconoscimento dello stato d’emergenza, pochi giorni fa quello di calamità. Già avevamo ottenuto la possibilità di sforare il patto di stabilità per i comuni danneggiati. Nella legge di stabilità c’è un miliardo e mezzo per le calamità naturali, un fondo al quale possiamo attingere anche noi. Per gli alluvionati inoltre è prevista la rateizzazione dei tributi. Tra governo e regione sono stati stanziati 42 milioni. Sono ancora insufficienti rispetto a quelli necessari. Ma non è vero che abbiamo avuto meno delle altre regioni”.

Prima del sottosegretario ha parlato il consigliere regionale Mino Mortaruolo, che ha ringraziato tutti i dirigenti dei circoli che hanno consentito al Partito Democratico di radicarsi sul territorio. Poi ha snocciolato tutti i provvedimenti approvati dalla regione, sotto la presidenza di Vincenzo De Luca. Dalla legge di riordino per la gestione dell’acqua pubblica ai 20 milioni di euro assegnati alle aziende alluvionate.

La regione ha stanziato 15 milioni di euro per il trasporto gratuito degli studenti - ha detto Mortaruolo - aumenteremo le corse dei pullman tra Benevento e Napoli e stiamo lavorando per ripristinare i treni della domenica. Abbiamo approvato tre milioni di euro per i forestali, da mesi senza stipendio. Sono tremila in Campania, di cui 900 nel Sannio. Le risposte messe in campo non sono poche, in questi primi sei mesi. La nostra provincia, inoltre, può trovare risorse nel finanziamento per la “Dieta Mediterranea”, inserito nella legge di stabilità, soprattutto per quanto riguarda le eccellenze enogastronomiche”.

Nella conferenza è stato fatto il punto sulle infrastrutture previste per il Sannio. Nel prossimo anno dovrebbero partire i bandi di gara per il raddoppio della Telese-Caianello, per il completamento della Fortorina e per l’avvio dell’Alta Capacità Napoli-Bari. “Si tratta di opere per tre miliardi di euro - ha evidenziato De Caro - una cifra stratosferica per la nostra provincia, l’investimento più corposo della Regione Campania in questo settore”.

Poi il sottosegretario ha ricordato il suo impegno per il salvataggio della prefettura di Benevento, la cui chiusura non avverrà più. “Abbiamo letto una pioggia di articoli su questa vicenda - ha affermato polemicamente - sulla sua paventata soppressione. Ora che è stata sventata nessuno scrive. Nessuno dice perché è avvenuto. Qualcuno forse è apparso in sogno al ministro Alfano per fermare quel provvedimento?”.

I problemi che attanagliano il Sannio sono ancora tanti, come dimostrano le varie classifiche nazionali. Secondo alcuni commentatori, il Mezzogiorno sarebbe scomparso dall’agenda del governo Renzi. Anche per il sindaco di Benevento, Fausto Pepe, la “questione settentrionale” avrebbe preso il sopravvento su quella meridionale. “Non sono appassionato alle classifiche - ha concluso il sottosegretario - il problema vero è che dobbiamo rompere l’isolamento. Qual è il futuro delle generazioni che verranno? Dobbiamo fare in modo che i giovani restino, aprendo loro prospettive di lavoro. Non è vero che il governo ha trascurato il sud. Basti vedere i fondi stanziati per la Terra dei Fuochi, per l’Ilva di Taranto. Ma dobbiamo anche chiederci come le regioni meridionali hanno speso i fondi europei”.

ANTONIO ESPOSITO

Altre immagini