In primo piano - Peggio dei bombardamenti del 1943. Così muore Benevento

Peggio dei bombardamenti del 1943. Così muore Benevento In primo piano

Prima la sede della Banca d’Italia, quindi la Scuola Allievi Carabinieri, ancora la Camera di Commercio abbinata con Avellino (ma certamente quella del capoluogo irpino ha più forza sia politica che contrattuale ed amministrativa), poi le Orsoline, senza dimenticare altri importanti uffici che sono stati… svalutati, come pure le sede della Dogana e dell’Isfol, fortemente volute, quasi pretese, nel capoluogo dall’ex sottosegretario Viespoli di cui ora non si sa più nulla. E scusate se nel triste elenco abbiamo omesso qualcosa!

Tutto questo mentre i relativi “palazzoni” (Banca d’Italia, Inail, Inps, Orsoline,  Scuola Allievi Carabinieri) continuano a restare vuoti e chiusi, quasi… a miracolo mostrar!

Per non parlare della Provincia, rimasta in vita soltanto grazie alla bocciatura del Referendum voluto da Renzi, ma che continua a… vivacchiare tra mille problemi finanziari, la fuga di personale, la diminuzione delle funzioni, delle competenze, dei compiti.

Le tante, giuste, proteste di questi giorni della “gente” abbandonata del Fortore per le condizioni  delle strade sono la dimostrazione che alla Rocca dei Rettori tengono quasi le mani legate non per colpa degli amministratori, ma per mancanza di fondi e di finanziamenti, che non permettono né di agire né di attuare una seria programmazione. E non soltanto in materia viaria ma un po’ in tutti i settori.

A ciò dobbiamo aggiungere che soltanto da qualche giorno anche i Centri per l’Impiego non sono più nelle competenze della Provincia. Sono passati alla Regione, e ciò potrebbe rendere ancora più complicato il funzionamento (si sa come funziona la Regione Campania!).

Se si considera, poi, che proprio i Centri per l’Impiego dovrebbero rappresentare l’asse portante di quel famoso Reddito di Cittadinanza, presente nel “contratto” Lega-M5S, si capisce bene cosa ci attende.

Ancora più se si considera che ad oggi sono appena una ventina (erano quasi 50!) gli operatori nei quattro Centri dell’Impiego del Sannio, alcuni dei quali, per giunta, prossimi al pensionamento?

Il quadro diventa ancora più nero se andiamo ai problemi del mondo della Sanità. Il futuro del “Rummo” (o San Pio?) e dell’Ospedale di Sant’Agata dei Goti si fa sempre più complesso e difficile con il passare dei giorni, una via d’uscita non si riesce a vedere, gli addii delle eccellenze mediche aumentano, si rischiano di perdere sempre più reparti con il nuovo, contestato, Piano Ospedaliero.

Due gli episodi  di questi ultimi giorni: le critiche di Husher, andato a Padova in una clinica milionaria, il quale a chiare lettere ha dichiarato che a Benevento era difficile continuare a lavorare, poi il successo ottenuto da Catapano all’Ospedale del Mare di Napoli per un intervento di cui tanti hanno parlato.

Almeno fino ad ora dalla Regione Campania nessuna risposta è giunta sulle giornaliere denunce, mentre restano sempre pochi quelli che mantengono alta la tensione (praticamente soltanto Mastella ed i suoi), mentre i 5 Stelle  dopo l’improvviso blitz al Pronto Soccorso del “Rummo” (quali problemi hanno trovato? Nessuno l’ha saputo!) restano soltanto in attesa che il Piano Sanitario che penalizza il Sannio giunga in Consiglio Regionale  (ma quando avverrà?).

GIPE