Protagonisti al traguardo, Tullio Iannotti In primo piano

La notizia della morte di Tullio Iannotti giunge come ai tempi della diligenza. E' vero che siamo tutti presi dalla battaglia del ballottaggio, o forse e' la conferma della fine di un mondo. Quello del vicinato, in cui i fatti del prossimo erano di un'unica grande famiglia.

E', tuttavia, vero che Iannotti si era allontanato dal suo ambiente originario per affidarsi alle attenzioni della figlia in quel di Perugia. Che ci comunica la fine terrena dell'amato genitore facendo ricorso alla posta elettronica.

Tullio Iannotti è stato per alcuni decenni un personaggio della vita pubblica beneventana. Avvocato, politico, scrittore, poeta, era il classico rappresentante di quella generazione formatasi negli anni della caduta del fascismo e del passaggio della guerra. La sua Solopaca vide crollare sotto i bombardamenti il ponte Maria Cristina e i solopachesi dovettero rispolverare la scafa, uno zatterone tirato dalle due sponde del Calore da robuste funi, allo scopo di far traghettare anche i traini coi rispettivi quadrupedi.

Figlio del suo tempo, si allontanò dal fascismo ma non dal re sabaudo. La sua carriera politica iniziò proprio con il Partito Monarchico. Ben presto passò nella Democrazia Cristiana  che aveva in Solopaca una solida base culturale nel mondo della scuola e un riferimento sentito nell'ambiente cattolico.

Grazie ai voti portati in dote alle elezioni del 22 novembre 1964, l'avvocato Tullio Iannotti diventa consigliere provinciale  il primo febbraio del 1965 (così si usava: per fare gli accordi tra i partiti passavano mesi). E tre giorni dopo, eletto presidente Pasquale Saponaro, diviene assessore al personale. Continuerà a fare l'assessore con il presidente Francesco Gagliardi fino al 1975. Due anni e Tullio Iannotti è eletto, il 14 febbraio 1977, presidente di una giunta tricolore DC-PSI-PRI, con Giacomo Massarelli vice e Nicola D'Agostino, Tommaso Lombardi, Nicolino Amore assessori. Il collegio solopachese gli assicura i voti per l'elezione anche nel 1980, ma in giunta va a fare l'assessore il quasi omonimo Ianotta di Sant'Agata dei Goti.

Tullio Iannotti non è vissuto solo di politica. I suoi interessi spaziavano verso le lettere e la musica. Scriveva poesie e amava anche recitarle, se gli se ne presentava l'occasione. Abituale frequentatore del Salotto Collarile (di cui ha scritto la storia in un simpatico e corposo volume), le sue riflessioni orali (spesso ironiche, sempre leggere) erano rese più amabili da quell'accento cantilenante del dialetto della sua terra.

Le sue considerazioni sulle vicende politiche divenivano sagaci articoli per la stampa locale (Messaggio d'Oggi, soprattutto). L'età, ben dissimulata da un fisico prestante, lo rese ben presto estraneo ai nuovi scenari del suo antico partito. Che non tradì per nuove avventure, consapevole che di stagioni ne aveva vissute alquante.

MARIO PEDICINI

Foto: archivio Edizioni Realtà Sannita

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