Quando le donne non rendono beati... Applausi e sorrisi con la compagnia 'Libero Teatro' In primo piano

La mitica beatitudine tra le donne e' una chimera, un sogno irrealizzabile, quando la sposa porta con se' cinque sorelle e la mamma. La casa dell'industriale Torquato si trasforma cosi' in un luogo di intrighi e di ingranaggi infernali. Preso dagli affari e dalla conduzione dell’azienda, il protagonista si dibatte tra le pretese delle sette donne ed il desiderio di evadere correndo dietro alla bella segretaria.

Questo lo scenario della commedia brillante “Torquato tante donne”, rappresentata  al Teatro Massimo di Benevento per la regia di Mariella De Libero. Tutti rincorrono un desiderio segreto. Le cinque sorelle cercano l’uomo del destino, l’anima gemella. Ma in casa si presenta un giovanotto impacciato e timido, introverso e frequentatore di chiese. Le ragazze fanno di tutto per attrarlo, si mettono in sottana e scoprono gambe. I sospiri d’amore sono accompagnati dalla canzone dedicata alla panzè.

Il povero Torquato spera che tutte si sposino, perché solo così può rimanere solo con la moglie. La suocera, ex cantante lirica di successo, è molto invadente, vive di ricordi e non risparmia i suoi strali velenosi contro il genero. Tra battibecchi e scenate, ripicche ed equivoci, si sparge la notizia della morte di Torquato. Con le condoglianze affiorano oscure trame. Chi pensa a sostituirlo alla guida dell’azienda, che ad ereditare i suoi beni, chi a sottrargli la moglie.

Esplode una girandola di ambizioni nascoste, di falsi sentimenti e di meschine congiure. Quando viene a galla la verità, tutti i piani svaniscono. Arriva l’ultimo marito della suocera, da un paese lontano, Torquato spera che porti via con lui la moglie e le cinque sorelle, ma invece anche questo strano “ambasciatore” mira a rimanere nella sua casa. Non bastavano le “sette donne sposate, insieme alla cameriera”. La commedia si chiude con una nota d’allegria e con una battuta fulminante del telefonista Gennaro, interpretato deliziosamente da Leopoldo Maio.

La commedia è una riscrittura di “Ho sposato sdette donne” di Dory Cei. Tutti gli attori della compagnia “Libero Teatro” hanno dato il giusto ritmo alla vicenda, dimostrando spigliate qualità recitative, da Sandro Mattera a Marvin Tomasiello, da Maria Paola Cosmetico a Mariangela De Rosa, da Mariarita Bianchini a Giuseppe Mariani, da Antonella Cannella ad Emanuela Antonelli, da Virginia Storzieri a Mariasimona Marrone, da Stefano Addabbo ad Antonio Di Fede, da Carmela Brescia a Bartolomeo Golia e Giovanni Di Nallo. Un ruolo pregnante di forte incisività ha avuto Viliana Cancellieri nella parte della suocera Bambnella.

“Questo spettacolo - ha rilevato Mariella De Libero, salita sul palco col nipotino in braccia - è la felice conclusione di un percorso iniziato ad ottobre scorso. Il gruppo “Libero Teatro” opera da 11 anni e si rivolge a tutte le età. Abbiamo sempre cercato di coniugare insieme divertimento ed impegno, affrontando tematiche sociali, letterarie e storiche con passione e fantasia”.

Antonio Esposito

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