Renzo Arbore e l'Orchestra Italiana mandano in visibilio il pubblico di Piazza Castello In primo piano

Dai varchi A, B, C, accedono i possessori dei biglietti per assistere all'atteso concerto di Renzo Arbore, in Piazza Castello, l'evento clou di Benevento Città Spettacolo XXXVIII Edizione. Alle 22.08, l'Orchestra Italiana sale sul palco, scorre il video in bianco e nero di “Reginella” di Roberto Murolo sullo schermo gigante, una sorta di duetto virtuale, accompagnato dalle note degli strumenti. E' la prima canzone che l’Orchestra Italiana esegue, la sigla di apertura dello spettacolo, che compie cento anni, scritta nel 1917 da Libero Bovio.

Al termine del brano Renzo Arbore saluta con le parole: “Benvenuti a Benevento” ed annuncia il titolo della successiva canzone “Maruzzella”. Tra un pezzo e l’altro lo showman foggiano intrattiene il pubblico con aneddoti curiosi ed esilaranti barzellette, tratte dalle vicende del quotidiano, riguardanti la sua persona e gli incontri che solitamente avvengono nelle aree di servizio ed in altri luoghi italiani.

In scaletta l’omaggio al grande Renato Carosone con “O Sarracino”, a seguire “Chella là” con sonorità country, “Guaglione” con i ritmi musicali di New Orleans.  

La splendida tonalità vocale di Barbara Bonaiuto incanta il pubblico con “Voce e notte”, una dolce serenata con un assolo di chitarra di Luciano Montefusco ed il brano portoghese “Cançao do mar”.

Le superlative doti canore di Gianni Conti appaiono evidenti in “Dicintecello vui” e nella versione pop e di accademia musicale in “Nessun dorma”, noto brano tratto dalla Turandot di Giacomo Puccini.

Meravigliosa poi l'esecuzione di un pezzo strumentale per mandolino ed orchestra, Arbore al pianoforte canta “Malafemmena” di Totò, “Piove” scritta dal napoletano Dino Verde con Domenico Modugno, conosciuta come “Ciao, ciao, bambina”, “Mamma, mi piace il ritmo” di Natalino Otto, per esaltare lo swing, il genere musicale nato negli anni '20, negli Stati Uniti.

Con il clarinetto Arbore esegue “Smorts e llights” accompagnato dalla sua straordinaria orchestra, segue “Come facette mammeta”, “Aummu aummu”, “U surdatu unnamuratu”.

Non mancano le sigle televisive dei programmi di successo “Ma la notte no“, “Vengo dopo il tiggì”, “La vita è tutto un quiz”. Il concerto continua con “Tanto pe canta”, “Luna rossa”, si conclude con “Cacao meravigliao”.

NICOLA MASTROCINQUE          

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