Risate e sentimenti nella commedia di Salemme. Strepitoso successo per 'Una festa esagerata' In primo piano

Bisogna fermarsi un attimo ad ascoltare le 'voci del presepe', della famiglia, della gente, trovando il tempo per le relazioni umane in questo 'grande condominio' della città, simile ad un 'alveare senz’anima'. Questo il filo sottile che unisce risate e valori della commedia di Vincenzo Salemme, 'Una festa esagerata', rappresentata al Teatro Massimo di Benevento, come secondo appuntamento della rassegna Palcoscenico Duemila.

Due genitori borghesi, l’imprenditore Gennaro Parascandalo e la moglie, sono alle prese con la preparazione della festa del diciottesimo compleanno della figlia, quando inaspettatamente l’inquilino del piano di sotto muore. Che fare? Continuare a festeggiare o rinviare tutto? La discussione si accende: chi pensa sia giusto proseguire nei festeggiamenti, chi ritiene non opportuno andare avanti. Ma le bomboniere  sono state già comprate, stanno per arrivare invitati importanti, tra cui l’assessore ai lavori pubblici, che può essere utile per dare qualche appalto a Gennaro, interpretato da un frizzante Vincenzo Salemme.

La ragazza, che ha atteso quel giorno importante con tanta ansia e gioia, minaccia addirittura di uccidersi se la festa svanisce.  Forse una soluzione c’è: bisogna convincere la figlia del morto a non dar ancora la notizia della scomparsa del congiunto. Tocca proprio a Gennaro tentare l’impresa, ma la donna cova un vecchio rancore verso di lui, gli rinfaccia di essere stata dimenticata e trascurata dopo un furtivo bacio in ascensore. 'Se vuoi fare la festa a tua figlia, devi fare prima la festa a me', gli chiede ardente di desiderio sessuale. Gennaro non ha scampo. L’amplesso avviene in uno scenario grottesco e macabro, col morto sul letto, che poco dopo resuscita, tra le urla e lo svenimento del povero imprenditore.

La famiglia Parasascandolo è l’emblema del dissidio tra vecchi e giovani, tra apparenza e realtà, tra la corsa al benessere e l’assenza di umanità. Il regista e attore napoletano lancia strali contro l’incomunicabilità della società moderna, l’invidia, l’odio e l’ipocrisia. Non ti puoi permettere il lusso di essere di felice, perché c’è sempre qualcuno che si domanderà come ti sei fatti i soldi. La famiglia immaginaria, il tranquillo presepe natalizio va in frantumi. Più volte, nel corso della commedia, si coglie un dialogo con il grande Eduardo De Filippo, sia quando Gennaro  parla col dirimpettaio, sia nella scena finale.

Le tematiche valoriali sono alleggerite con frequenti riferimenti a famose canzoni. Tutti gli interpreti hanno recitato con spigliatezza e ritmo serrato. Con Salemme, hanno ricevuto ripetuti e convinti applausi gli attori Nicola Acunzo, Vincenzo Borrino, Antonella Cioli, Sergio  D’Auria, Teresa Del Vecchio, Antonio Guerriero, Giovanni Ribò e Mirea Flavia Stellato.    

ANTONIO ESPOSITO                                                       

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