SAN GIORGIO LA MOLARA - L'antico ponte di contrada Cerracchio, un regalo che ha resistito negli anni In primo piano

Ha suscitato davvero grande interesse la notizia - da noi di Realta' Sannita data per primi - sul ritrovamento dell'antico ponte di contrada Cerracchio, nella frazione Calise di San Giorgio la Molara, dopo la bomba d'acqua che ha sconvolto non solo la città di Benevento, ma anche una sessantina di paesi della provincia.

In tanti continuano a scriverci incuriositi e meravigliati, alcuni lettori poi dicono di essersi recati o di volersi recare sul posto per ammirarlo da vicino.

Abbiamo ricevuto, inoltre, da una ragazza di San Giorgio la Molara, Dora Vella, studentessa all'ultimo anno del Liceo Classico “Livatino” di San Marco dei Cavoti, un articolo con mini intervista sull'argomento e che noi volentieri pubblichiamo.

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Non tutti i mali vengono per nuocere. A seguito dell’esondazione del fiume Tammaro avvenuta lo scorso 19 ottobre 2015, è venuto alla luce un antico ponte fatto interamente di pietre che a noi è giunto intatto.

Esso è collocato laddove si trova il passaggio del tratturo che molti anni fa era una via di fondamentale importanza per la transumanza Pescasseroli - Candela (e quindi dagli Abruzzi alla Puglia).

Il ponte, sito in contrada Cerracchio, nella frazione Calise di San Giorgio la Molara, subito dopo la ditta di cemento di Nicola Vella, da alcuni è stato definito erroneamente etrusco, quando invece sappiamo che questi ultimi non arrivarono mai nelle zone sannite, infatti molto probabilmente ha origini romane.

E’ formato da un arco a tutto sesto. Quest’ultimo alla stragrande maggioranza dei residenti del comune fortorino già era conosciuto.

I sangiorgesi ora sperano che la notizia del suo ritrovamento sia solo un punto di partenza per valorizzare questo territorio che è stato dimenticato anche in un momento di difficoltà.

E’ auspicabile anche una particolare attenzione ora sia da parte dell’amministrazione locale che delle associazioni. Non bisogna mettere a tacere ciò che di bello ci circonda.

Il ponte da molti è stato definito un “regalo” che ha resistito negli anni. Questo ci deve portare anche a riflettere sulle abilità che gli antichi avevano, su come siano stati capaci di edificare una costruzione che ha resistito alle alluvioni, ai terremoti e ad altri fenomeni atmosferici di grande impatto ambientale.

Siamo andati anche ad intervistare una signora del luogo molto anziana, che racchiude in sé tanti ricordi.

Da quanto tempo, che lei ricordi, vi è questo ponte?

Mi ricordo che vi era da quando io e mia sorella eravamo giovani che dovevamo spostarci per andare a trovare nostra nonna. Questo ponte era funzionale vi si poteva passare tranquillamente.

Quindi possiamo dire che è sbagliato dire “la scoperta di questo ponticello”, dato che vi è sempre stato?

Si, solo che nel corso degli anni è stato nascosto dalla vegetazione e da cumuli di terra. Quindi magari non visibile da tutti! E solo ora con l’alluvione tutti ne hanno avuto conoscenza.

DORA VELLA

La foto di apertura e le prime quattro in basso sono di Anna Caroscio, mentre le ultime tre sono state scattate da Dora Vella

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