Sannio Alifano: il Tar riammette in lista il sindaco Di Cerbo In primo piano

La prima sezione del Tar Campania ha accolto la richiesta di sospensiva presentata dal Comune di Amorosi, avvocato Iaccarino, e ha riammesso nella lista Impegno per il Sannio Alifano il sindaco Giuseppe Di Cerbo consentendo a quest’ultimo di partecipare all’elezione per il rinnovo degli organismi direttivi del consorzio in programma il prossimo 25 settembre.

«Non avevamo dubbi sul pronunciamento del Tar - ha sottolineato l’avvocato Alfonso Simonelli, candidato della lista Impegno per il Sannio Alifano - sapevamo che quella di Di Cerbo era un’esclusione politica e il tribunale amministrativo ha dimostrato con i fatti, quanto sostenuto da noi sino ad oggi. Abbiamo sempre affermato con forza che non c’era alcun presupposto né tecnico né giuridico per estromettere Di Cerbo dalla competizione e il pronunciamento di questa mattina ne è la riprova. L’unica colpa del sindaco è quella di essere un candidato forte, autorevole e rappresentativo di un’area importante del bacino del Sannio Alifano. L’attuale vertice del consorzio, avrebbe voluto far pagare con un provvedimento assurdo, il fatto che Di Cerbo ha scelto di partecipare ad un progetto di rinnovamento che mette al centro gli interessi del territorio e non la smania di poltrone di qualcuno. Per fortuna giustizia è stata fatta».

«L’iniziale esclusione dalle liste del mio nome è un atto che deve far riflettere - ha dichiarato il sindaco di Amorosi Giuseppe Di Cerbo -. Si è trattato di un’esclusione politica, di un’esclusione voluta da chi, forte del suo peso istituzionale, ha voluto far fuori nomi autorevoli e che in ogni caso contribuiranno alla vittoria finale. Non esisteva alcun presupposto giuridico o statutario che potesse motivare la mia esclusione. Dalle motivazioni addotte si è letto poi che non sarebbero state pagate le quote al consorzio entro il 5 luglio, così come previsto dalla norma, anche se dagli atti del Comune è risultato poi che le quote erano state pagate il 27 maggio con ampio anticipo. Per fortuna giustizia è stata fatta.

Eviterò di replicare a chi nei giorni scorsi, probabilmente non consapevole di andare contro gli interessi dei cittadini di Amorosi e dei consorziati tutti, ha gioito e celebrato per la decisione della commissione elettorale sorvolando però su tutto lo scenario che ha generato la stessa decisione assolutamente arbitraria e priva di un qualsiasi fondamento democratico. Non è possibile infatti glissare così come si è provato a fare, sui nomi dei componenti della commissione elettorale, persone legate, senza ombra di dubbio alcuna, all’attuale vertice». 

«Il mio appello è rivolto ora ai colleghi sindaci e amministratori della Valle Telesina - ha poi chiosato - a non elemosinare una posizione all’interno degli organismi dirigenti del consorzio, le divisioni non possono e non devono più appartenerci. Il mio appello è rivolto ad una riflessione su quello che è stato il lavoro portato avanti in questi anni dall’attuale governance del consorzio, ai disagi e ai disastri generati, anche in termini di occupazione, nella normale attività di gestione di un ente che risulta troppo spesso decisivo per un settore così importante della nostra economia a vocazione decisamente agricola. E’ nostro compito poter fornire risposte ai tanti consorziati e procedere ad una sostanziale revisione. Lo faremo con una squadra autorevole, un candidato presidente autorevole con l’obiettivo di avviare una nuova stagione che guardi alle finalità espresse nel programma elettorale: gestione trasparente, priorità alla manutenzione, gestione diretta delle opere, rendicontare il territorio, opere straordinarie». 

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