In primo piano - Segnalare e suggerire

Segnalare e suggerire In primo piano

L’Amministrazione Comunale sta raccogliendo idee e proposte per l'ammodernamento della segnaletica stradale. Ci auguriamo che la fretta non sia cattiva consigliera e che si aspetti, almeno, la conclusione dei lavori sui tre ponti sul fiume Sabato, i quali potranno suggerire soluzioni oggi neanche immaginate.

La segnaletica stradale deve avere una visione complessiva dei possibili flussi e dei punti nodali del traffico. Non deve limitarsi e mandare in un senso di marcia con il solo criterio del chilometraggio o con la ripetizione pedissequa di cartografie datate. Faccio l’esempio del Rione Libertà il cui “asse” stradale di ingresso in città attraverso il ponte di Santa Maria degli Angeli è ancora considerato Via Napoli, che nel tempo (grazie alla presenza della tangenziale Sud e della tangenziale Ovest, parti di un organico sistema circolare “esterno”) è da classificare (e come tale da valorizzare) come viale urbano, da alleggerire con la istituzione di un sistema esterno all’intera conurbazione (una volta via Napoli separava l’iniziale Rione di San Modesto dalla successiva espansione che ha al centro la chiesa dell’Addolorata).

Ragion per cui, sempre a titolo di esempio, l’obiettivo del Cimitero dovrebbe dirottare gli automobilisti del Rione (e di quelli che al Rione approdano) verso la tangenziale Sud e la tratta Benevento-Est e Benevento Centro del raccordo autostradale. Altrettanto per l’obiettivo Stazione Centrale, da qualunque parte della città che non sia il centro storico, non c’è alcuna necessità di indirizzare l’automobilista sul ponte di Calore, con il passaggio a ridosso dell’Arco di Traiano, insidiato dai danni dei gas di scarico e delle polveri degli pneumatici in movimento. Non c’è solo il Viale Principe di Napoli per arrivarci. La parte alta della città ci può arrivare attraverso Via 25 Luglio, raggiungibile senza toccare viale dei Rettori e il prestigioso Arco.

L’abitudinarietà di certi percorsi può e deve essere corretta e migliorata attraverso una lettura attenta delle strutture viarie realizzate negli ultimi decenni, migliorandone la funzionalità e la sicurezza con corsie di decelerazione e ampliamento delle carreggiate (appunto per l’ANAS, che ha in gestione ormai tutto l’anello di scorrimento esterno).

La salvaguardia della salute degli abitanti e la conservazione della dotazione edilizia (ivi compresa quella relativa ad edifici di particolare rilevanza artistica e storica) si persegue anche indirizzando i flussi di traffico motorizzato con tabellonistica  funzionale e “invitante” (inserendo in certi casi anche le distanze in chilometri di certi obiettivi). A proposito di inquinamento, non è certo la bassa velocità dei veicoli a motore la migliore soluzione ad una apprezzabile preoccupazione. Mi riferisco apertamente al fiorire di limiti di velocità di 30 kmh, a meno che non si voglia militarizzare il tutto con mitragliate di contravvenzioni per rimpolpare le casse comunali (visto quel che accade sulla Benevento-Caianello, non si esclude che anche a via Aldo Moro possano scendere vigili urbani “ambulanti” da altri comuni).

La segnaletica stradale non va destinata solo all’uso degli automobilisti. Anche chi va a piedi ha bisogno di orientarsi con indicazioni sempre aggiornate. E soprattutto per i pedoni (tra i quali vanno annoverati turisti di tutte le età) si deve cogliere l’occasione di adottare (forse meglio sarebbe dire: di inventare) una filosofia nuova: che è quella di far passare la gente là dove interessi ad una visione funzionale ad uno scopo. La segnaletica pedonale potrebbe aiutare a scoprire angoli della città che nessuno percepisce più. Il turista che abbia come meta l’arco di Traiano può essere proficuamente indirizzato verso i vicoli del Trescene: lungo questo itinerario esistono emergenze e testimonianze che l’occhio attento memorizza e inquadra in una dimensione della storia. Cosa diversa è andare all’Arco da piazza Roma e vederlo avvicinarsi lentamente rispetto all’improvvisa apparizione di questo tesoro unico se lo si prende di spalle scendendo da via Niccolò Franco o da via Manciotti o da via Tre Settembre.

Detto in parole semplici, la segnaletica pedonale (cito ad esempio quella di Venezia) non è solo un servizio informativo; può e deve diventare anche un suggerimento, un invito, un’esca per il raggiungimento di determinati obiettivi attraverso la evidenziazione di una impensabile dotazione, di cui è fatta (con i suoi mamozzii, statue e colonne disseminati in ogni angolo) questa straordinaria città chiamata dai Romani, dopo la vittoria di Pirro, Beneventum.

MARIO PEDICINI