Sequestrato capannone in cui l'Asia aveva stipato i rifiuti dell'alluvione. Lonardo: 'Non faremo da paravento a chicchessia' In primo piano

Miasmi nauseabondi, perdite di percolato e fenomeni di autocombustione in un capannone di contrada Olivola a Benevento: questo lo scenario che si e' palesato in tutto il suo orrore stamattina agli agenti del Corpo Forestale dello Stato.

Tremila metri cubi di rifiuti indifferenziati - provenienti dalle abitazioni e dai negozi distrutti in seguito al terribile nubifragio dell'ottobre scorso - raccolti dall'Asia e provvisoriamente stoccati all'interno della struttura oggi posta sotto sequestro.

Spetterà ora all'Autorità Giudiziaria stabilire eventuali responsabilità sullo sversamento non autorizzato dei rifiuti in contrada Olivola, frattanto, il presidente dell'Asia, Lucio Lonardo, non ci sta però ad essere considerato il “capro espiatorio” di una situazione che travalica le sue competenze e mediante nota stampa spiega quanto accaduto in seguito all'alluvione.

Atteso il sequestro del capannone industriale “Sannio Tiranteria” individuato come sito di stoccaggio provvisorio, per “detriti, suppellettili e quanto altro recuperato nelle operazioni di risanamento e bonifica delle aree alluvionate”, dall'Ordinanza Sindacale n. 00005 del 18102005, quindi a soli tre giorni dal disastro alluvionale, comunicata a Prefetto, Questura, Carabinieri,Vigili del Fuoco,Polizia Municipale, al dirigente IV settore, al dirigente Settore OO.PP., alla Sala Operativa Regionale Unificata ( SORU) e ASIA, è necessario fare chiarezza che solo un addetto ai lavori può fare con contezza e precisione cronologica.

a) detto dispositivo invitava l'ASIA agli adempimenti conseguenziali e cioè alla raccolta e smistamento dei materiali alluvionali non conferibili a riciclo e neanche allo STIR e quindi non alla gestione ben sapendo che l'Azienda a tanto non è abilitata in quanto non iscritta alla gestione dei siti all'Albo Gestore; tra l'altro essendo la Provincia sprovvista di discariche e siti di stoccaggio autorizzati non c'era alterativa in condizioni normali figuriamoci in situazioni emergenziali; considerate inoltre le centinaia di tonnellate accumulate già nei primi giorni del disastro dagli operai della più grande Azienda alluvionata, tra l'altro, qualsiasi miglioria allo stabile era praticamente impossibile anche per l'impraticabilità viaria per le recenti piogge;

b) in data 17112015 il dr. Romito, direttore ASIA, comunicava al Commissario delegato per l'alluvione la scheda del sito comprensiva delle caratteristiche del rifiuto stoccato e delle caratteristiche dello stesso sito:

c) da quel momento sino ad oggi il sottoscritto ogni volta che ha avuto la ventura di incontrarsi con esso commissario ha sempre sollevato la questione anche perchè vi erano e ci sono ancora grandi quantità di rifiuto da stoccare in assenza della capienza adatta. Atteso che nessuna indicazione giungeva dalla Regione Campania sulla destinazione finale di esso rifiuto, è stata consegnata ad esso Commissario, presso il Genio Civile, la planimetria delle 2 vasche di stoccaggio impermeabilizzate in Piano Borea da destinare provvisoria stabilizzazione in assenza di altre (?) indicazioni.

d) a tale rifiuto è stato, per legge, assegnato il codice 200399 e come tale può avere destinazione definitiva solo in discariche a tanto autorizzate che non essendo in Campania necessitano di preventivi accordi inter-regionali. Ricordo solo a me stesso che tale codice è stato stabilito da legge dello Stato già in conseguenza diluttuosi eventi in Liguria e Emilia Romagna, venendo stoccati anche sul litorale senza lamentazione alcuna neanche dai bagnini.

Se l'ASIA è colpevole di essersi rialzata a poche ore dall'evento per essere vicino ai cittadini preferendo portare le loro povere cose distrutte in uno sito autorizzato piuttosto che lasciarle nelle proprie abitazioni distrutte, cosa che adesso, alla luce di questi avvenimenti, non faremo più neanche sotto tortura senza una preventiva risoluzione del problema da parte della Regione Campania, e ce ne è di roba ancora, allora siamo colpevoli. Se dovessimo essere ancora una volta il Mamurio Veturio, ovvero il capro espiatoro di turno, allora grazie no abbiamo già dato e non intendiamo fare da paravento a personaggi che nonostante la solita e stucchevole passerella hanno mostrato, dopo 5 mesi, di non essere in grado di gestire neanche un flessibile rotto della lavatrice. Ma ho fiducia nel grande decisionismo e competenza del Governatore De Luca che non mancherà di far sentire la propria voce per svegliare alcune coscienze sopite. Ancora oggi, scusate l'immodestia, quanto prodotto in questi mesi di positivo vive ancora del ricordo di quanto fatto da Comune, ASIA, Caritas, e volontari della Protezione Civile che ho da poco appreso non godere neanche di un rimborso spese.

Poichè sono abituato a vedere il bicchiere mezzo pieno sono contento che tutto sommato sia avvenuto questo episodio che riguarda, tengo comunque a precisarlo, solo stoccaggio di rifiuti domestici, non certo pericolosi, perchè almeno si riaccendono i riflettori sul Sannio disastrato, perchè se dovesse succedere qualcosa di simile altrove, scivoleremo dietro nell'attenzione politica e dei Media, state certi che faremo la fine dei baraccati dell''80 in Irpinia o degli alluvionati del Vajont e questo solo perchè pare non ci siano superstiti del terremoto di Messina del '30”.

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