Staff sindaco, De Pierro: 'Mastella si è rimangiato la parola sulla devoluzione dell'indennità' In primo piano

Francesco De Pierro, capogruppo Pd nel Consiglio comunale di Benevento affronta nuovamente la questione dell'ufficio di staff del sindaco Mastella e sulla inopportunità della sua nomina.

Di seguito la nota in forma integrale.

“La vicenda relativa all’ufficio di staff del sindaco, se da un lato evidenzia tutte le contraddizioni del sindaco Mastella, dall’altro sottolinea l’approssimazione e la superficialità con cui viene amministrato il Comune di Benevento. Il primo cittadino infatti, nel giorno in cui presentò la sua candidatura, affermava che se fosse stato eletto, avrebbe devoluto la sua indennità ai più bisognosi (senza peraltro aggiungere che riceve già un cospicuo vitalizio da parlamentare che non sarebbe stato cumulabile con quella indennità, a cui avrebbe dovuto rinunciare in ogni caso).

Lo scorso 5 gennaio, in risposta ad una nota stampa della minoranza che evidenziava l’inopportunità di tali nomine, si giustificò asserendo di coprire i costi delle collaboratrici attraverso l’indennità a cui aveva rinunciato. Adesso si è finalmente capito che quelle dichiarazioni fatte in campagna elettorale erano unicamente di circostanza, così come si è inteso a chi alludesse Mastella quando parlava di destinare ad altri i 45 mila euro annui altrimenti dello stipendio da sindaco.

Questa rappresenta l’ennesima presa in giro nei confronti di quei beneventani che, in assoluta buona fede, lo hanno votato anche in seguito a quelle esternazioni. Non meno paradossale è il capitolo che riguarda invece la presunta legittimità del provvedimento di nomina. Nel caso in questione, Mastella e i suoi dirigenti sono stati persino capaci di rimangiarsi il contenuto di atti ufficiali da loro stessi prodotti.

Nella delibera 197 infatti, quella con cui la Giunta dispone l’istituzione dell’ufficio di staff e il conferimento dei tre incarichi, è scritto chiaramente (e ratificato con tanto di firma in calce dal sindaco Mastella) che “l’incarico si risolverà di diritto nel caso in cui il Comune dichiari il dissesto”. Lo hanno scritto e deliberato loro.

Noi in qualità di consiglieri al servizio della comunità lo abbiamo solamente letto e, esercitando le nostre prerogative, ci siamo limitati a richiamarlo. Nel comunicato diffuso lo scorso 27 febbraio invece, sempre in risposta ad una nota dei gruppi che si rifanno al Partito Democratico, gli accademici di Palazzo Mosti, pur di compiacere i vertici, ritrattano quanto scritto in delibera rifugiandosi dietro passaggi effimeri (“manca una espressa previsione normativa in tal senso”) o valutati a convenienza (“per la stipulazione di contratti con collaboratori esterni sussiste solo il limite dell’ipotesi in cui all’atto della nomina l’ente sia dissestato o strutturalmente deficitario”).

Un dietrofront clamoroso ed una interpretazione quantomeno colorita e fantasiosa della legislazione in tema di diritto amministrativo e degli enti locali, frutto di sciatteria e pressappochismo. Ora viene fuori che hanno chiesto un parere alla Commissione per la Finanza e gli organici degli Enti Locali del Ministero per “conoscere se esiste un orientamento specifico sulla eventuale sorte di tali rapporti”.

A questo punto viene spontaneo chiedersi: perché il parere non lo hanno chiesto prima di procedere alle suddette nomine? Forse perché in attesa di una risposta il Comune nel frattempo avrebbe dichiarato dissesto e quindi le nomine non sarebbero più state possibili? Se solo, dedicandosi ad uno studio più approfondito della materia, insieme a qualche sindacalista folgorato sulla via di Ceppaloni, fossero andati a leggersi i pareri della Sezione regionale di Controllo per la Campania (il n. 11 del 14 febbraio 2012) e della Sezione regionale di Controllo per il Veneto della Corte dei Conti (il n. 697 del 20 settembre 2012), entrambi pertinenti e dirimenti della situazione che si è configurata al Comune di Benevento, avrebbero evitato a Mastella di ricadere nell’ipotesi di danno erariale e gli avrebbero consigliato di percorrere ben altre strade”.

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