Stallo del comparto estrattivo, Ferraro (Ance): 'Salvaguardare gli occupati e far crescere il Pil' In primo piano

Il Comparto estrattivo vale per la Regione Campania 4 miliardi di euro.

Oggi le imprese provinciali del comparto rischiano la chiusura e, assieme a loro, gli oltre 1.000 lavoratori assunti dalle stesse e dall’indotto.

Il tutto perché dall’approvazione del PRAE del 2006 nessuna cava è stata autorizzata in provincia di Benevento, nonostante le imprese abbiano investito risorse proprie per acquistare i terreni individuati dalla Regione per svolgere l’attività estrattiva e nonostante abbiano avviato per tempo le procedure per ottenere i relativi permessi.

Per queste motivazioni oggi Imprese e lavoratori del comparto estrattivo hanno organizzato un presidio dinanzi la Prefettura di Benevento.

“Il fabbisogno di calcare annuale previsto dal PRAE (Piano Regionale delle Attività Estrattive) è di 14 milioni di tonnellate annue. La Campania estrae calcare per circa 3,6 milioni di tonnellate all’anno - spiega Mario Ferraro, presidente di Ance Benevento -. Mancano all’appello 11 milioni di tonnellate di materiale per la realizzazione di opere pubbliche. La conseguenza è che si acquista dalle regioni limitrofe  con conseguente perdita di PIl campano e incremento di Pil delle altre regioni. La Puglia ha aumentato il PIL di un punto percentuale grazie al comparto estrattivo. Inoltre acquistare il materiale fuori comporta costi maggiori di trasporto e maggiore inquinamento atmosferico. Di questo siamo venuti a parlare con il Prefetto che, per impegni istituzionali ha rimandato l’appuntamento al 27 novembre alle ore 17.00”.

“La burocrazia è la causa principale dello stallo del comparto e penalizza le imprese serie che vogliono operare nel rispetto della programmazione regionale. Sono oltre 12 gli enti coinvolti nel rilascio delle autorizzazioni, ma occorre che tutti si sentano responsabili dei mancati risultati.

Esiste un progetto di pulizia degli alvei fluviali fermo dal 2013. Le imprese si propongono di pulire i fiumi senza alcun onere per l’amministrazione al solo fine di utilizzare il materiale di risulta così recuperato.

Ma anche su questa iniziativa ad oggi non abbiamo ancora risposte”.

Lunedì 27 alle 17.00 prosegue il presidio dinanzi la Prefettura.

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