In primo piano - Sui sentieri del turismo

Sui sentieri del turismo In primo piano

Con la legge regionale n. 2 del 20 gennaio 2017 la Regione Campania ha approvato le Norme per la valorizzazione della sentieristica e della viabilità minore. Alla base della normativa c’è l’individuazione della Rec (Rete escursionistica campana), composta da sentieri di interesse europeo, inserita nella rete europea della European ramblers association ed interregionale, nonché dalla rete primaria dei sentieri, dai sentieri di interesse regionale e dai sentieri rurali, così come individuati dalla Consulta regionale per il patrimonio escursionistico ed inseriti nella rete escursionistica italiana del Cai (Club alpino italiano).

Appare chiaro che la pianificazione sia lo strumento di indirizzo e di programmazione per individuare gli interventi di recupero e valorizzazione del patrimonio escursionistico regionale, proprio come stabilito dal Protocollo d’intesa sottoscritto tra il Mibact (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) e il Cai in data 30 ottobre 2015. Ed è stabilito che la pianificazione degli interventi di recupero e valorizzazione del patrimonio escursionistico regionale si sviluppa con il contributo delle autonomie locali, nel rispetto dei principi di autonomia, sussidiarietà, differenziazione, adeguatezza e leale collaborazione.

Tra gli obiettivi che la norma si prefigge ci sono opportunità per incentivare il recupero e la valorizzazione dei beni ambientali posti lungo gli itinerari, la promozione, la valorizzazione e la fruizione alternativa alla percorrenza motorizzata; è contemplata la possibilità di garantire la fruizione in sicurezza nei tratti montani e di interesse naturalistico e c’è un impulso a promuovere la diffusione di offerte turistiche eco-sostenibili e a favorire la realizzazione di interventi strutturali ed infrastrutturali che utilizzano tecniche a bassi impatto ambientale.

È interessante constatare che sia stata considerata anche la promozione e la valorizzazione dell’archeologia, la creazione dell’archivio del paesaggio e il recupero delle specificità; ciò per di più attraverso l’attivazione del Catasto regionale del patrimonio escursionistico per rilevare lo stato e la consistenza delle infrastrutture e individuare i soggetti ed il sistema di gestione, anche al fine di garantire un’adeguata fruizione in sicurezza. Anche dal punto di vista del lavoro e dell’occupazione c’è la promozione dell’attività degli imprenditori interessati al recupero e alla manutenzione del patrimonio escursionistico regionale al fine di favorire l’azione delle diverse forme associative che, a titolo volontaristico, operano per la sua valorizzazione.

Tutto ciò dovrà portare alla promozione della ricerca per accrescere le conoscenze tecnico-scientifico-storiche e l’innovazione collegate alla gestione degli interventi infrastrutturali e ad adottare iniziative di comunicazione e di divulgazione finalizzate alla sensibilizzazione degli utenti sul valore culturale, ambientale ed economico del patrimonio escursionistico regionale. Senza dimenticare, però, che questa possibilità di sviluppare rapporti di sinergia tra le realtà costiere ed interne, mediante la promozione della fruizione turistica di tali aree e la valorizzazione di percorsi escursionistici di tipo regionale, nazionale ed internazionale in linea con la programmazione turistica regionale, dovrà condurre a un turismo che non solo sostenga la cultura del paesaggio, in tutte le sue specificità, ma che non sia autoreferenziale, nel senso che entri in sinergia con le realtà locali, non trascurando o perdendo ogni rapporto con la realtà esterna e la complessità dei problemi cha la caratterizzano.

UBALDO ARGENIO

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