In primo piano - Susanna Camusso agli studenti sanniti: 'Non vi rassegnate contro le mafie e la corruzione'

Susanna Camusso agli studenti sanniti: 'Non vi rassegnate contro le mafie e la corruzione' In primo piano

'Peppino Impastato ci dice che non ci si può rassegnare. Se la politica che vediamo non ci piace, bisogna provare a cambiarla. Ma non si governa un paese senza la politica. Le istituzioni sono parte di noi. L'assenza della partecipazione porta all'autoritarismo'.

Con queste parole forti e semplici la segretaria nazionale della Cgil, Susanna Camusso, si è rivolta agli studenti delle scuole superiori di Benevento, per invitarli ad essere protagonisti del cambiamento della società e della difesa della democrazia.

L’incontro con la sindacalista, intitolato Sconfiggere le mafie e la corruzione, si è svolto in un Teatro Massimo pieno di giovani della città e della provincia, accompagnati dai professori e dai dirigenti scolastici. Dopo la proiezione del film 'I Cento passi', dedicato alla storia di Peppino Impastato, il giovane siciliano ucciso dalla mafia nel 1978, gli studenti hanno rivolto le loro domande ai protagonisti della manifestazione sindacale. Prima della Camusso, è intervenuto Giovanni Impastato, fratello di Peppino, che ha raccontato i drammatici giorni dell’assassinio.

'La rassegnazione è peggio dell’indifferenza - ha sottolineato - questo ci ha insegnato mio fratello, che operò una rottura storica e culturale nella nostra famiglia di mafiosi, scegliendo l’impegno civile. Peppino è l’erede del movimento contadino, che partì da Portella delle Ginestre, e nello stesso tempo è il pioniere di una nuova fase di lotta contro la mafia con strumenti moderni, come il giornale, il circolo, la radio. I giovani possono far sentire la propria voce nei movimenti, oppure attraverso la disobbedienza civile contro ogni forma di ingiustizia. Oggi legalità vuole dire rispetto della dignità dell’uomo. Per ottenere questo c’è la Costituzione Italiana'.

L’invito a risvegliare le 'coscienze addormentate' era già venuto da Rosita Galdiero, segretaria provinciale della Cgil, che introducendo l’incontro ha parlato del lavoro nero e delle varie forme di illegalità presenti anche nel Sannio. 'Se si sogna da soli è solo un sogno - ha affermato Galdiero citando Che Guevara - se si sogna insieme è una realtà che comincia'.

La segretaria nazionale della Cgil ha fatto alcune proposte per combattere la corruzione a cominciare da una nuova legge sugli appalti e si è soffermata anche sulla scuola.

'Perché non portare l’obbligo scolastico a 18 anni? - si è chiesta - Perché si continua a criticare la nostra scuola e nello stesso tempo ci si lamenta della fuga dei cervelli all’estero? Perché si maltrattano gli insegnanti? Bisogna garantire il diritto di studio a tutti. Ognuno può scegliere la scuola che vuole, ma le risorse del paese devono andare soprattutto alla scuola pubblica'.

ANTONIO ESPOSITO

Nella foto, da sinistra, Rosita Galdiero, Susanna Camusso e Giovanni Impastato

Altre immagini