TELESE TERME - La Fondazione 'G. Romano' ospita Gioconda Fappiano autrice del volume 'La nicchia delle vergini' In primo piano

Mercoledì 9 novembre, alle ore 18.30, la Fondazione Gerardino Romano di Telese Terme accoglie Gioconda Fappiano. All'incontro, coordinato da Felice Casucci, si presenta il libro La nicchia delle vergini, Edizioni Ge.@.s., Cerreto Sannita, 2012.

Si raccontano le vicende sofferte ed i turbamenti esistenziali di quattro personaggi le cui scelte di vita li collocano al limite di contesti culturali, accoglienti sì, ma spesso emarginati ed umanamente depauperanti (Quartieri spagnoli di Napoli, periferie, paesini di provincia).

Spiazzante, per certi versi, l’utilizzo di un linguaggio moderno e spersonalizzante insieme, usato nella la chat-nicchia attraverso la quale si dipana l’intreccio.

Emanuele è un operaio cocainomane, vittima di un incidente sul lavoro, che non si riconosce più nella classe operaia, precario nella vita e della vita che spera di modificare col miraggio effimero di una vincita al gioco; Lalla-Salvatore, il “femminiello”, o per meglio dire un transessuale, colto professore di filosofia è in lotta con la sua identità e l’accettazione sociale; Isabella è il prototipo contemporaneo di chi del proprio corpo e della propria bellezza fa l’oggetto di desiderio dei suoi molti amanti, esibiti come abiti acquistati in saldo; Santa, di nome e di fatto, vittima sacrificale di un destino da crocerossina “salvatutti”, separata dal marito e sofferente per la sua irrisolutezza, alla fine si riscatta accogliendo ed eleggendo i tre compagni di chat a sua famiglia e nido protettore.

L’intreccio di vite si conclude nella pirotecnica scenografia del pellegrinaggio dei femminielli sul monte Partenio, dove essi si recano per onorare il giorno della Candelora la Mamma Schiavona, la “Madonna nera che tutto concede e tutto perdona”. Il rito finale ripercorre strade antiche e paganeggianti in cui si mescolano usanze che sprofondano nella notte dei tempi e rinnovano il viaggio che i coribanti- sacerdoti di Cibele, della fertilità e delle forze della natura- compivano. Al culmine di rituali parossistici, questi si eviravano per offrire il loro sesso alla dea e rinascere con una nuova identità.

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Gioconda Fappiano, è nata a Cerreto Sannita, in provincia di Benevento, dove svolge la professione di docente presso l’I.I.S “ Carafa-Giustiniani” e vive a Cusano Mutri. Si è laureata all’Istituto Universitario Orientale di Napoli in Lingue e letterature Straniere Moderne e successivamente in Lettere Moderne.

E’ stata corrispondente per il Giornale di Napoli e alcuni suoi articoli di costume e di cultura sono stati pubblicati  su il Giornale di Napoli, il Quaderno e Ottopagine. Ha curato nel 2004 la pubblicazione di Cerreto Modernata, un manoscritto teatrale inedito del XVIII secolo.

Ha ottenuto nel 2006 il primo posto nel concorso letterario “Città di Montesarchio” con il racconto Lilì Marleene, presidente della giuria lo scrittore Diego De Silva. Con Melagrana Edizioni ha pubblicato uno dei racconti contenuti nella raccolta Pensieri di donna, 2007.

Nel 2009 per la casa editrice Spring pubblica la raccolta Parla con Pedro, con prefazione del regista Ugo Gregoretti, che segna il suo esordio nella narrativa. E’ autrice della commedia Che 48! Speriamo che sia Italia!, rappresentata nel 2011 dal gruppo teatrale Compagnia del Genio.

Successivamente pubblica, nel 2012, La Nicchia delle Vergini, per le edizioni Ge.a.s, con una nota introduttiva dello scrittore iracheno Younis Tawfik. Nel 2013 si classifica al secondo posto nel Concorso letterario “Conversiamo al Casale”, nella sezione “Franca-mente”, dedicata alla figura di Franca Rame, con il racconto “Poi ti spiego”, che successivamente farà parte della raccolta Tre novelle romantico miche, Teta print, 2013.

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