In primo piano - Ufficio di staff a Palazzo Mosti, Pepe torna all'attacco di Mastella: 'Sembra il teatro dell'assurdo'

Ufficio di staff a Palazzo Mosti, Pepe torna all'attacco di Mastella: 'Sembra il teatro dell'assurdo' In primo piano

La querelle sulle tre ragazze assunte da Clemente Mastella al Comune di Benevento per il suo ufficio di staff non sembra avere fine e procede tra continui botta e risposta a mezzo stampa.

Registriamo, infatti, l’ennesimo attacco del consigliere comunale d’opposizione Fausto Pepe (predecessore di Mastella per ben 10 anni) di cui pubblichiamo integralmente la seguente nota.

“E’ chiaro che Mastella è stato colpito nel segno sulla questione dei 3 portaborse del suo staff, ed è chiaro pure che con dialettica comunicativa cerca di non entrare nel merito dei quesiti posti dalla opposizione ma di “offendere” l’avversario politico.

Mastella però è sindaco, ha il dovere di dare risposte e, dove può, correggere i propri “errori” amministrativi. Mastella invoca i sindacati quando gli fa comodo, ma poi non riceve la CGIL o altre sigle sui temi che attengono i lavoratori.

Mastella parla di “populismo più becero” e di “un’opinione pubblica che già ne conosce perfettamente coerenza …” riferendosi alla opposizione, ebbene proprio lui su questi argomenti dovrebbe fare una grande autocritica. La sua storia politica è l’emblema in tutta Italia di come si passi con disinvoltura da uno schieramento all’altro senza colpo ferire.

Mastella dice che nel mio staff c’erano dirigenti, confonde l’art. 90 con il 110 del TUEL, ma di questo non gli faccio addebito!

Mastella parla di AMTS come di una battaglia vinta ma dimentica che non ha difeso il reclamo vinto dal Comune per salvare l’azienda e non si è nemmeno costituito in cassazione, la verità e la responsabilità su quanto accaduto verranno con il tempo.

Mastella dimentica di dire che è colpa sua se le 3 dipendenti saranno licenziate, perché non ha adottato tutte le procedure di rito e perché sul contratto, fatto sottoscrivere alle stesse, c’era chiara l’indicazione che in caso di dissesto si sarebbe risolto.  

Che dire, sembra veramente il teatro dell’assurdo, qui non si governano più i processi amministrativi e di crescita della città, ma ci si “diverte” a criticare il passato e ad addebitare ipotetiche “malefatte” prodotte dai suoi avversari politici. Qualcuno prima o poi si chiederà il perché?

Tutto questo è fin troppo comodo, ma dopo la campagna elettorale, le contumelie, il dissesto politico inesistente, l’assunzione di 3 portaborse, una gara mensa illegittima, l’ultimo posto nella graduatoria delle periferie e tanto altro, è ora di iniziare a governare”.

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