In primo piano - Un altro tassello della storia del capoluogo sannita emerge dagli scavi archeologici presso il Fatebenfratelli

Un altro tassello della storia del capoluogo sannita emerge dagli scavi archeologici presso il Fatebenfratelli In primo piano

Un altro tassello della 'citta' segreta' e' venuto alla luce demolendo un fabbricato moderno per ampliare l'Ospedale Fatebenefratelli di Benevento. Durante una palificata innalzata lungo via Francesco Paga è venuta fuori una stratificazione insediativa che parte dalla Media Età del Bronzo (1600-1300 a.C.) ed arriva fino all’Età Moderna. Gli scavi sono cominciati nel lontano 1992 e dopo defatiganti passaggi burocratici sono confluiti in un progetto approvato dal comune e a breve saranno aperti al pubblico.

I primi ritrovamenti rilevanti apparvero nel 1995. Passarono altri 12 anni per approdare ad un protocollo d’intesa con la provincia tendente ad avviare finalmente un vero e proprio programma di restauro. Infine arrivò il timbro della Sovrintendenza archeologica. “I ritardi non sono dovuti a noi - spiega la sovrintendente dell’ufficio di Benevento, Gina Tomay - la preziosa scoperta è avvenuta nel cosiddetto suburbio beneventano, in un’area esterna alla città antica. Le strutture emerse risalgono ad un’età del V e VI secolo a.C. e sono caratterizzate da una serie di tombe, di oggetti ornamentali, sepolture di bambini, lucerne a imitazione africana”.

Al centro del corposo scavo c’è una strada lunga 18 metri e larga 4 e mezzo. Ai suoi bordi si estendeva un sepolcreto con recinti funerari. Sul lato nord fuoriescono i resti di una villa arredata con tante anfore da trasporto, suppellettili di ceramica fine e decorata, lucerne domestiche. Nel cortile un pozzo per il rifornimento idrico ed una fontana monumentale. “La villa - sostiene Tomay - aveva una funzione prevalentemente agricola, con una produzione destinata all’esportazione e non solo alla famiglia. Vi abitava probabilmente una comunità di contadini ed artigiani, come dimostra la presenza di uno scodellone atto a pestare alimenti, di alcune capanne a pianta circolare, di focolari, di recinzioni palizzate per animali”.

Questa importante scoperta si collega ai ritrovamenti effettuati in via Valfortore (tomba a camera con pareti dipinte, un sepolcreto, una fattoria a scopo produttivo) e durante la costruzione del Centro Commerciale “I Sanniti” (una villa ed un acquedotto di età tardo-imperiale). Questa necropoli extraurbana ritrovata nelle viscere del Fatebenefratelli richiama la necropoli di Santa Clementina, presso il Ponte Leproso, dove il comune voleva costruire l’Housing Sociale, che ora si trova in condizioni degradate. La storia degli scavi progettati, interrotti e ripresi, è stata raccontata da Roberto Scalamandrè, direttore dei lavori, alla presenza dell’arcivescovo di Benevento, Andrea Mugione, fra Gerardo D’Auria e fra Angelico Bellino, dirigenti dell’ospedale, e Paola Cecere, responsabile del Club Unesco.

Abbiamo compiuto un restauro attento e delicato - ha detto Scalamandrè - che sarà arricchito e completato con pannelli ed apparati audiovisivi. Tutti i reperti saranno visibili e ricoperti da un pavimento galleggiante a vetro”. Sopra gli scavi c’è già il reparto oncologico e nasceranno due piani dedicati all’alzhaimer. Vicino c’è anche il centro per le prenotazioni. I pazienti, nell’attesa di una visita, potranno fare un “giro” nella storia della città. “Così l’arte del bello - ha sottolineato D’Auria - entrerà nel nostro ospedale e tutta la città potrà ammirare questo patrimonio culturale portato alla luce tutto a spese dei frati”.

ANTONIO ESPOSITO

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