In primo piano - Una informazione scientifica corretta e accattivante al centro dell'incontro promosso dall'OdG Campania

Una informazione scientifica corretta e accattivante al centro dell'incontro promosso dall'OdG Campania In primo piano

Si è svolto nella Sala del Centenario presso la Basilica della Madonna delle Grazie di Benevento l'incontro, organizzato dall'Ordine dei Giornalisti della Campania, sul tema Terremoto dell’Irpinia del 1980 e rischio sismico in Campania: la corretta informazione scientifica e la deontologia professionale.

Ha preso per primo la parola, come di consueto, il presidente dell’Assostampa Sannita, Giovanni Fuccio, che ancora una volta ha sottolineato la situazione non proprio rosea dell’editoria sannita. Dopo di lui è intervenuto il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, che ha voluto sottolineare come la nostra regione sia la sola, insieme al Piemonte, ad aver istituito dei corsi d’aggiornamento gratuiti per i giornalisti.

Dopo questo veloce preambolo, i lavori sono entrati nel vivo con l’intervento di Silvia Mattoni, capo ufficio stampa dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia). L’INGV è nato nel 2000 dalla fusione di enti preesistenti molto più antichi, quali l’ente di geofisica e l’Osservatorio Vesuviano (che ha appena festeggiato i 175 anni dell’istituzione). È un ente di ricerca pubblico vigilato dal MIUR ed in stretto collegamento con la Protezione Civile. Da anni attivo su più fronti, è presente sui social, ha sviluppato una app per smartphone e promuove costantemente campagne d’informazione nelle scuole. Eppure, è salito alle luci della ribalta solo in seguito al terremoto del 2012 in Emilia: da allora, per tutti gli utenti italiani della rete è la fonte primaria d’informazioni sui terremoti.

Ad illustrare il lavoro dell’INGV ha poi provveduto il professor Alessandro Amato, sismologo, che ha compiuto un excursus storico, dall’epoca in cui la scienza metteva in relazione i sismi con il passaggio delle comete, alla prima carta sismica del nostro paese, stilata nel 1883 da Giuseppe Mercalli, ideatore dell’omonima scala che misura gli effetti dei terremoti. Lo studioso milanese fu anche il primo a sostenere che occorreva intervenire con delle leggi per impedire che si costruisse in maniera indiscriminata in zone dove il rischio sismico era più alto. Diversa dalla scala Mercalli è la magnitudo, unità di misura coniata nel 1935 dallo studioso americano Charles Richter (e perciò spesso definita, impropriamente, scala Richter): la prima classifica i terremoti sulla base dei danni che essi provocano, mentre la seconda misura l’energia sprigionata da un evento sismico.

All’epoca del terremoto in Irpinia, non esisteva ancora la rete di sismografi di cui il nostro paese si è successivamente dotato. Il più vicino, in quel terribile 23 novembre 1980, era l’Osservatorio Vesuviano. I centri dotati di sismografi comunicavano tra loro via posta o, in caso di emergenze, tramite ponti radio. Oggi invece la tecnologia consente rilevazioni istantanee, grazie alle quali è possibile stabilire nell’arco di 15-20 minuti epicentro, profondità e magnitudo di un sisma. Mediamente, in un anno, la nostra penisola è scossa da 20.000 terremoti, la maggior parte dei quali rilevabili solo dagli strumenti. Tuttavia, il 2016 è stato un anno eccezionale, che ha registrato un numero di scosse triplo rispetto alla media, le più forti delle quali sono state quelle che hanno colpito il centro Italia il 24 agosto ed il 30 ottobre provocando purtroppo un numero elevato di vittime.

Il geologo Maurizio Pignone, beneventano, ha quindi spiegato l’importanza di una corretta informazione nei momenti immediatamente successivi ad una scossa. Per quanto rapido sia l’INGV nel comunicare i dati relativi ad un fenomeno sismico, spesso la disinformazione che naviga sui social riesce ad essere ancora più rapida.

Infine Monica Nardone, giornalista dell’ANSA, ha illustrato come gli articoli di taglio scientifico possano attirare, se ben confezionati, l’attenzione dei lettori, anche quelli meno ferrati in materia. Non sono molte le testate giornalistiche, soprattutto a livello locale e nel settore delle news online, che possono vantare redattori di acclarata formazione scientifica. Rendere accattivante per il lettore medio un argomento come la sismologia è un compito che richiede una notevole dose di creatività: cifre, grafici e terminologia scientifica devono essere alleggeriti da uno stile scorrevole e, se possibile, ironico. Se è giustificabile la paura dei terremoti, non può certo esserlo quella per la scienza.

CARLO DELASSO

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