Uova al Fipronil prodotte nel beneventano. L'Asl rassicura ma Altrabenevento vuole vederci chiaro In primo piano

In relazione ai controlli effettuati a campione e che hanno restituito la presenza (minima ma comunque oltre la soglia consentita) di Fipronil, un antiparassitario per animali domestici, nelle uova prodotte in un allevamento del beneventano, l'Asl sannita comunica di aver attivato tutte le procedure indicate dal ministero della Salute per tutelare il consumatore.

Il servizio veterinario del Dipartimento di Prevenzione dell'azienda sanitaria ha infatti provveduto, di concerto con personale del Nas dei carabinieri di Salerno, a imporre al produttore in questione il blocco della produzione, il sequestro del capannone e l'obbligo di rintracciare e ritirare dal commercio tutte le uova distribuite sino a ieri.

“Vogliamo tranquillizzare i consumatori - ha dichiarato il direttore generale, Franklin Picker - I prodotti contaminati saranno rintracciati e ritirati dal commercio già in giornata. Nel frattempo la produzione dell'allevamento è stata sospesa nelle more dei risultati di un'indagine di approfondimento e fino a diversa comunicazione da parte del ministero della Salute. La Asl ha messo in campo tutte le misure necessarie per tutelare e cautelare la salute pubblica e continuerà a seguire da vicino la vicenda”.

“Fuori il nome del produttore di uova contaminate”, tuona Gabriele Corona, presidente di Altrabenevento (associazione per la città sostenibile contro il malaffare).

“Ieri con distinti comunicati stampa, il Ministero della Salute e l'Istituto Sperimentale Zooprofilattico del Mezzogiorno hanno annunciato il ritrovamento di insetticida anche nelle uova prodotte da due allevamenti campani. Nelle note inviate alla stampa, si legge che su 35 controlli effettuati nella nostra regione, solo in due casi, a Sant'Anastasia (Napoli) e Benevento, sono state trovate tracce di Fipronil e di conseguenza “è stato disposto il sequestro sia dei centri di imballaggio che degli allevamenti annessi e il rintraccio e il ritiro dal mercato di eventuali prodotti contaminati”.

Ovviamente le autorità sanitarie si sforzano di spiegare che l'insetticida trovato è tossico solo se ingerito in dosi elevate, ma intanto sequestrano le uova nei punti vendita.

Una parte, però, è già stata acquistata e conservata in casa o nelle dispense dei produttori di alimenti con le uova (pasta, dolci, ecc).

Quindi tutti abbiamo il diritto di sapere di quali uova si tratta, con quale marchio vengono vendute e qual è il produttore sanzionato. Senza queste informazioni, i consumatori sono costretti a non consumare uova o alimenti derivati con danno enorme per tutti gli allevatori e i produttori onesti.

Perché le associazioni dei consumatori, quelle dei produttori agricoli, gli amministratori e le forze politiche non intervengono affinchè siano fornite informazioni precise a tutela della salute e delle attività economiche che rispettano la legge? Perché non si occupa del caso il sindaco Mastella nella sua qualità di autorità sanitaria cittadina?”.

Dopo qualche ora dal primo invio, Gabriela Corona ritorna sulla questione con una seconda nota, ancora più dura, puntando il dito contro il direttore generale dell'Asl di Benevento, Franklin Picker.

“La ASL di Benevento, ha emesso questa mattina un comunicato con il quale asserisce che effettivamente è stato trovato l'insetticida  Fibronil in un allevamento di uova di un comune del beneventano e subito dopo aggiunge di “aver attivato tutte le procedure indicate dal ministero della Salute per tutelare il consumatore”.

Il Direttore Generale dell'Azienda Sanitaria, Franklin Picker dopo aver annunciato che il capannone è stato sequestrato, ha dichiarato “Voglio tranquillizzare i consumatori, i prodotti contaminati saranno rintracciati e ritirati dal commercio già in giornata (cioè oggi 23 agosto)”.

Ma anche Picker non rivela il nome della ditta e il marchio delle uova contaminate e quindi non consente affatto ai consumatori di tutelarsi!.

Infatti, sicuramente una parte di quelle uova che, com'è noto hanno una scadenza abbastanza lunga, sono state acquistate nei giorni scorsi anche in grandi quantità non solo dalle famiglie ma anche da ristoratori o produttori di pasta fresca, dolci o altre alimenti derivati. Pertanto, solo conoscendo il nome con il quale quel prodotto viene messo in vendita si può essere evitare il consumo delle uova contaminate già vendute.

Non si può accettare in alcun modo che per tutelare il nome di una ditta sanzionata per la presenza di tracce di insetticida nello stabilimento dove si preparano confezioni di uova, si debba mettere a rischio la salute dei consumatori e anche l'attività economica di onesti allevatori.

Il direttore Picker deve avvisare subito la popolazione di non consumare o non usare per la produzione di alimenti le uova sulle quali sono state trovate tracce di Fibronil. Se non lo farà, ci costringerà a comportarci di conseguenza per tutelare la salute pubblica”. 

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