In primo piano - Venerdì 2 dicembre Giulio Scarpati e Valeria Solarino in 'Una giornata particolare', al Teatro Massimo di Benevento

Venerdì 2 dicembre Giulio Scarpati e Valeria Solarino in 'Una giornata particolare', al Teatro Massimo di Benevento In primo piano

Venerdì 2 dicembre 2016, alle ore 20.45, presso il Teatro Massimo di Benevento, la Compagnia Gli Ipocriti presenta Giulio Scarpati e Valeria Solarino in Una giornata particolare di Ettore Scola e Ruggero Maccari, adattamento Gigliola Fantoni, con Toni Fornari e Guglielmo Poggi, Anna Ferraioli, Elisabetta Mirra, Paolo Minnielli.

Scena Luigi Ferrigno, costumi Marianna Carbone, luci Raffaele Perin, video e suoni Marco Schiavoni, regia Nora Venturini

Lo spettacolo è dedicato al Maestro Ettore Scola, grande regista e sceneggiatore.

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6 maggio del 1938, giorno della visita di Hitler a Roma. In un comprensorio popolare, Antonietta, moglie di un usciere e madre di sei figli, prepara la colazione, sveglia la famiglia, aiuta nei preparativi per la parata. Una volta sola, inavvertitamente, apre la gabbietta del merlo che va a posarsi sul davanzale di un appartamento difronte al suo.

Bussa alla porta, ad aprirle è Gabriele, ex annunciatore dell'EIAR che sta preparando la valigia in attesa di andare al confino perché omosessuale. Antonietta, donna ignorante e plagiata dall’affascinante figura di Mussolini, rispecchia in pieno il ruolo di donna del “regime” dedita alla famiglia, succube del marito e “mezzo di produzione” per la macchina bellica.

È rapita dal fascino discreto di Gabriele e, inconsapevolmente, tenta di conquistarlo mentre lui è costretto a confessare la sua omosessualità causa anche del suo licenziamento. Mentre la radio continua a trasmettere la radiocronaca dell'incontro tra Hitler e Mussolini, Antonietta e Gabriele si rispecchieranno l'una nell'altro condividendo la solitudine delle loro anime.

Gabriele regala ad Antonietta un libro (I tre moschettieri) che rappresenta il simbolo di una speranza ovvero che le donne possano affrancarsi dalla loro condizione di “schiave” in cui erano state relegate dal regime fascista, attraverso la conoscenza e la cultura.

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