Vincenzo Salemme porta in scena al 'Massimo' di Benevento la commedia 'Sogni e bisogni' In primo piano

Martedi' 15 e mercoledi' 16 marzo prossimi, alle ore 20.45, al Teatro Massimo di Benevento, Diana Or.i.s. e Chi e' di scena presentano Sogni e bisogni, incubi e risvegli scritto, diretto e interpretato da Vincenzo Salemme con Nicola Acunzo, Domenico Aria, Sergio D’Auria, Andrea Di Maria, Antonio Guerriero.

Le scene sono di Alessandro Chiti, i costumi Mariano Tufano, le musiche di Antonio Boccia, le luci Umile Vainieri.

Questa commedia è stata scritta nel 1995 con il titolo “Io e Lui”, chiaramente riferito al celebre romanzo di Moravia.

E, come accade in quel romanzo, anche nella commedia l'intreccio narrativo ruota intorno a due personaggi: Rocco Pellecchia ed il suo “pene”.

A differenza del racconto moraviano, dove il “lui” in questione era solo una voce, qui il più famoso e significativo organo del sesso maschile si stacca materialmente dal corpo del suo “titolare” e diventa egli stesso uomo, rivendicando una sorta di riconoscimento scenico. Rivendica, cioè, lo status di vero e proprio protagonista della vita e della scena.

Egli ritiene che la vita del grigio e mediocre Rocco Pellecchia mal si adatta alla grandeur del suo sottoutilizzato “tronchetto della felicità”. Si, Lui ama farsi chiamare proprio così.

Lo spettacolo, in pratica, è un duello tra i due contendenti. Il tronchetto spinge il povero Rocco a rialzare la testa e ad affrontare il futuro con orgoglio e spirito visionario, e il povero Rocco, che cerca di riconquistarlo e riportarlo materialmente nella  sede più consona, cioè in basso al suo ventre.

L'intreccio é ovviamente popolato da numerosi altri personaggi: un ispettore chiamato da Rocco a risolvere il caso,  la coppia di impressionanti portieri dello stabile, la moglie appassita e avvilita  di Rocco.

“Al di là degli accadimenti - chiarisce Salemme - “Sogni e Bisogni” è una commedia di fortissimo impatto comico, e al tempo stesso, mi consente di continuare il percorso che ho iniziato ormai già da qualche anno. Aprire, in qualche modo, la confezione borghese della commedia classica, per intrattenermi ed intrattenere il rapporto con il pubblico in sala. Avrò modo cioè di interloquire con loro per rispondere alle domande più frequenti che ci facciamo sulla profondità della natura umana, soprattutto nei suoi aspetti apparentemente più semplici”.

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