In primo piano - Vittoria Principe (Pd): 'Mastella vuole salvare ad ogni costi il suo staff ma dimentica gli altri lavoratori'

Vittoria Principe (Pd): 'Mastella vuole salvare ad ogni costi il suo staff ma dimentica gli altri lavoratori' In primo piano

Vittoria Principe, esponente del Pd e del gruppo Sfidiamoli, attacca nuovamente l'Amministrazione guidata da Clemente Mastella su una vicenda che sta tenendo banco tra tutti gli esponenti di opposizione, ovvero le tre donne - giovani e di fiducia - volute dal primo cittadino per il suo ufficio di staff.

Ecco quanto scrive la Principe:

“Le dichiarazioni di Mastella fanno apparire le figure del suo staff come il noto film “Salvate il soldato Ryan”. Infatti, dopo che il ministero ha decretato che, essendo stato dichiarato il dissesto comunale le tre figure di staff non possono essere accettate, il sindaco Mastella, va su tutte le furie, incontra l’ANCI, ed ottiene la solidarietà, si dice pronto a discutere delle sue ragioni nella commissione del 21 marzo, addirittura tuona affermando che nel caso non venisse accettata la sua rimostranza,  è pronto a rimettere il mandato.

Tutte nomine ricordiamole, fiduciarie a tempo che di fatto compongono lo staff del sindaco Mastella. Tanta determinazione per la difesa delle tre persone non è stata riscontrata per la difesa dei lavoratori  della mensa, le cooperativa di San Pasquale, l’ex Russo, lavoratori interinali ecc… due pesi e due misure. Si sta dimostrando che la difesa delle poltrone va mantenuta a tutti i costi, e questo ci riporta alla mente il film “Salvate il Soldato Ryan”. 

Insomma Mastella che cinghia ai denti e pancia a terra, sfida tutto e tutti per difendere tre posizioni lavorative, mentre ha fatto e continua fare orecchie da mercante per tante altre posizioni lavorative di padri e madri di famiglia che sono la stragrande maggioranza e per i quali nessuno muove un dito.

Un sindaco che a proprie spese raggiunge Roma, la Capitale, per difendere tre lavoratrici del suo staff e non si degna di fare pochi gradini del palazzo, peraltro in discesa, per interloquire di problematiche serie di lavoro con il segretario generale della CGIL Rosita Galdiero. Rifiuta il confronto pubblico con chi lo invita a confrontarsi sulle questione dell’amministrazione. Insomma un sindaco padre e patrigno… Non era questa l’amministrazione che volevamo, non era questo il sindaco che la città voleva”. 

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