Accorpamento Asl con Avellino, Paolucci: ''Sì alla collaborazione tra i territori altrimenti sarà una guerra tra poveri'' Politica

“La vicenda dell'accorpamento ASL rappresenta solo una delle punte di un iceberg che si muove sott'acqua da tempo nell'indifferenza della politica e delle istituzioni. Forse pochi ricordano che già nel 2012, nella legge Monti della spendig review, si prevedeva addirittura l'accorpamento delle provincie di Avellino e Benevento. Ai cittadini va detta la verità; al di là delle ratifiche e delle smentite, su questo o quel problema, è evidente che esigenze di razionalizzazione della spesa pubblica porteranno sempre più all'accorpamento di vari enti sul territorio sannita-irpino”.

Così in una nota Federico Paolucci, portavoce provinciale di Fratelli d’Italia.

“Questa - spiega Paolucci - è una partita che già va avanti da oltre dieci anni: il primo gol lo segnò proprio Viespoli mantenendo a Benevento la sede della Dogana. Avellino poi ha pareggiato con la Banca d'Italia. Nel frattempo è ancora in corso di definizione la questione Camera di commercio.

Il Sannio ha due strade: o percorrere la strada di uno sterile campanilismo, con il rischio di vederci sottratti gli enti uno alla volta (secondo il meccanismo della “foglia di carciofo”) in ossequio al principio del numero inferiore degli abitanti, o scegliere la strada del dialogo istituzionale per individuare un percorso che preveda un riequilibrio delle funzioni che eventualmente dovranno essere accorpate, di modo che le scelte non siano sempre prese a scapito del Sannio. E' innanzitutto una questione di metodo.

Fratelli d'Italia - conclude Paolucci - ritiene che se non c'è collaborazione tra i territori rischiamo una “guerra tra poveri” che porterà solo scelte calate dall'alto. Le istituzioni, i partiti e i candidati di Benevento ed Avellino escano allo scoperto e si esprimano innazitutto su questo”.