Ad occhio nudo/3 Politica

I Santi Quaranta vedono la luce grazie ad un gruppo di volontari

Preferiscono essere chiamati I volontari dei Santi Quaranta, forse perche' non hanno neppure pensato a darsi un nome. Certamente e' notevole che un gruppo di cittadini si stufi del degrado e dell’oblio in cui versano tanti luoghi della nostra città e decida di prendere iniziative importanti. Questo è successo ai Santi Quaranta, un sito archeologico a destra della basilica della Madonna delle Grazie (a sinistra per chi guarda) composto di due livelli: una chiesa medievale intitolata ai 40 martiri di Sebaste, ormai invisibile, e un criptoportico romano forse di I sec. a.C., semidistrutto dalle bombe americane del ’43. L’intervento della Soprintendenza Archeologica che lo mise di nuovo in luce risaliva a 30 anni fa e da allora l’abbandono.Il gruppo di volontari per tutto giugno ha lavorato duramente per liberare il sito da rovi e immondizia, restituendo alla comunità un pezzo di storia. Ora si organizzano visite guidate serali, alla luce di candele. A raccontare l’esperienza dei volontari e la storia del sito è Stefano Forgione, promettente archeologo. Ingresso da via Ursus. Gli orari delle visite si possono vedere via facebook. Ma i monumenti non dovrebbero essere tutelati dagli enti preposti? Dobbiamo sempre sperare che ci siano gruppi di volontari che si rimboccano le maniche? Non sono solo i fanatici del sedicente califfato islamico a distruggere i monumenti dell’antichità, fanno anche più danni l’incuria e l’indifferenza.

I cani di Benevento e quelli di New York

Restando in tema di confronti, me ne viene in mente un altro. L’estate mi ha portato a New York, la big apple, una metropoli di oltre 8 milioni di abitanti. Moltissimi passeggiano con il loro fedele amico a quattro zampe. Ebbene, udite! Udite! Non c’erano cacche per strada, segno che ogni padrone rimuoveva i bisognini del suo cane, mentre a Benevento, città di 60770 abitanti, le strade sono lastricate di deiezioni canine. La differenza tra i cittadini newyorkesi e quelli beneventani è il rispetto delle leggi e della convivenza civile. Ne volete un’altra di prova? A New York non si bevono alcolici per strada. Un’ordinanza vieta di consumare birra e affini fuori dei locali dove si acquistano, se il locale non consente di bere, le bevande si consumano a casa propria. Nessuno a New York beve per strada, tanto meno si vedono bottiglie vuote abbandonate. Ieri sera a Benevento decine di giovani per il Corso Garibaldi passeggiavano disinvolti, bevendo dalla loro brava bottiglia di birra che avrebbero poi lasciato orfana sul primo muretto o graziosamente depositata a terra. Basta fare un giro la domenica mattina per vedere i residui pericolosi delle sbornie notturne del sabato beneventano. La politica della “tolleranza zero” di Giuliani a New York ha dato i suoi frutti partendo da piccole cose. La “grande mela”, infatti, se non fosse così, sarebbe “il grande caos”, ma l’impegno di tutti è riuscito a rendere la città più vivibile, malgrado i problemi e le difficoltà che comunque presenta. Non ci vorrebbe tanto per ottenere che anche Benevento sia una città migliore, più pulita, meno volgare.

Ascensori e montacarichi alla stazione centrale

Devo ora precisare meglio quanto detto nel numero scorso, perché altre indagini mi hanno permesso di svelare il mistero degli ascensori che non funzionano alla Stazione Centrale di Benevento: in realtà non sono ascensori, ma montacarichi. Manca infatti la cabina interna, potrebbero in teoria trasportare solo le valigie e per poterli usare deve essere interpellato il personale della stazione. Nessun cartello avvisa della loro esistenza o indica le modalità di uso. Non sono a disposizione neppure per persone con difficoltà motorie sempre perché non hanno protezioni interne. Lancio quindi un appello alle autorità, agli ingegneri dei trasporti, al personale ferroviario: si potrebbero rendere utilizzabili quei montacarichi come ascensori trasformandoli un po’? Montando una cabina interna adatta alle persone? Vogliamo dare un senso al denaro pubblico speso in inutili opere? Vogliamo rendere la Stazione Centrale di Benevento più adeguata alle esigenze di un numero di viaggiatori in aumento? Vogliamo cercare di diminuire il numero di morti per infarto, evitando di sottoporre anche persone anziane alla prova di sopravvivenza costituita dalla scala di accesso al sottopassaggio? Ho visto una distinta coppia di anziani coniugi che aveva tre pesanti bagagli. Il marito aveva un braccio ingessato, la signora appariva in ansia, attendevano sul terzo binario l’arrivo di qualcuno che li aiutasse a raggiungere l’uscita della Stazione. Non essendoci più i facchini, avevano dovuto cercare un signore, tramite conoscenze, per farsi aiutare a scendere e salire tutte quelle scale. E poi dice che non ci sono turisti a Benevento!

PAOLA CARUSO

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