Eolico, Abbate: ''Taglio bolletta elettrica del 70% nei Comuni gravati'' Politica

“Con il mio impegno in Regione divieto di impianti dove c’è effetto selva. Preoccupante caso della sorgente di Pontelandolfo, occorre fare luce”

“Gli insediamenti eolici nel Sannio tornano alla ribalta in campagna elettorale con l’intervento di chi non se ne è mai occupato. Io non ho mai smesso, neanche quando negli anni più difficili mi sono ritrovata da sola ad affermare la necessità di rivedere tutto. Con il mio impegno la Giunta Regionale ha deliberato una moratoria e il divieto di nuovi parchi dove c’è l’effetto selva, confermato dalla sentenza del TAR Campania (n. 4878 del 18 ottobre 2017) che ha bocciato il ricorso di un’impresa. Ora bisogna andare avanti e chiedere al Parlamento una revisione della strategia nazionale”. Giulia Abbate, candidata al Senato nel collegio Campania 1 , Benevento - Santa Maria Capua Vetere, commenta così il preoccupante caso della sorgente Grotte di Pontelandolfo, che ha portato a nove ordinanze comunali con il divieto di consumo potabile.

“È una vicenda che va chiarita in fretta - sottolinea Abbate - ma che ci interroga ancora una volta su una battaglia che non è mai finita. Basta guardare le rassegne stampa degli ultimi cinque anni per capire chi si è preoccupato del problema. Così come ho fatto per il divieto di concentrazione delle turbine, prendo un impegno con i cittadini da portare all’attenzione del Parlamento. Occorre riscrivere radicalmente il piano energetico nazionale sulle fonti rinnovabili, puntando su smart grid e autoconsumo, non sui grandi impianti. La sostenibilità ambientale si deve misurare con l’impatto paesaggistico e con il rispetto della storia dei luoghi.

Con i soldi pubblici abbiamo caricato il territorio non solo di concentrazioni eccessive di torri d’acciaio, ma anche delle opere infrastrutturali di supporto, sempre a carico dello Stato. Penso alle centrali elettriche di raccordo, come quella in contrada la Francesca a Benevento. Oppure ai grandi elettrodotti che tagliano la città, specialmente in contrada San Vitale, e nel Fortore. A fronte di una spesa enorme non si sono registrati benefici diretti sui territori, salvo pochi spiccioli a favore delle amministrazioni locali e i fitti agli agricoltori, spinti a smettere di lavorare la terra. Sui diritti acquisiti possiamo fare ben poco, anche se occorrerà immaginare un grande piano nazionale di dismissione. Non c’è alcuna certezza su chi, come e a quali costi smonterà le torri alla fine del ciclo di vita e delle autorizzazioni.

La mia proposta al Parlamento sarà di introdurre, oltre agli insufficienti ristori ai Comuni, un meccanismo di restituzione di valore ai territori che ospitano alta concentrazione di parchi eolici. Proporrò l’applicazione di tariffe speciali a tutte le utenze dei Comuni gravati da insediamenti, con un taglio del 70% sulla bolletta elettrica. E nei Comuni dove sono presenti opere di raccordo invasive, come Benevento, il taglio del 40% della bolletta elettrica. Solo così restituiremo valore al territorio, favorendo insediamenti produttivi e investimenti in zone dove lo spopolamento è lento e inesorabile. La sostenibilità economica sta nei surplus di energia prodotta, che spesso non viene nemmeno utilizzata disperdendosi. Con un costo agevolato aumenterà l’assorbimento dalla rete elettrica”.