Politica - Forza Italia favorevole al DDL istitutivo della Commissione antimafia. L'intervento di Sandra Lonardo

Forza Italia favorevole al DDL istitutivo della Commissione antimafia. L'intervento di Sandra Lonardo Politica

La senatrice Sandra Lonardo è intervenuta in Senato per dichiarare il voto favorevole del Gruppo Forza Italia per il DDL istitutivo della Commissione antimafia.

Pubblichiamo qui di seguito l’intervento in forma integrale.

“Onorevole Presidente, Onorevoli Colleghi, dirò subito, onde evitare inutili e pretestuose strumentalizzazioni, che Forza Italia voterà a favore della istituzione della Commissione d’inchiesta dell’antimafia, come ha sempre fatto in consuetudine e con piena convinzione. 

Non nasce certo oggi, con questa iniziativa parlamentare, la lotta alle mafie, attraverso un ulteriore strumento di coordinamento nazionale, i cui compiti, parlo della Commissione, e poteri si sono dilatati nel tempo. 

Senza voler trascurare il tratto sociologico delle mafie, che continuano comunque a caratterizzare ormai l’intera realtà territoriale del Paese, vale la pena focalizzare l’attenzione su quella che può essere definita, a ragione, come un ciclo economico criminale, e non solo, in grado di alterare il corretto processo di sviluppo dell’economia nazionale e delle realtà, finanche istituzionali.

In Italia, infatti, l’analisi delle manifestazioni mafiose alle sole evidenze giudiziarie, appare riduttiva rispetto ad un problema complesso che affonda le proprie radici spesso anche negli angoli più nascosti della pubblica amministrazione e dell’imprenditoria, con intreccio profondo, come è successo anche di recente, tra mafia e corruzione, che impone a tutti i livelli della società civile un impegno sempre maggiore sul fronte della prevenzione e della discussione della cultura della legalità. 

Anche a questo, onorevoli colleghi, deve servire la Commissione , nella sua funzione di controllo e di inchiesta, senza però avere, un’idea ideologica o strabica, quasi uno strumento di potere per debilitare moralmente e politicamente gli avversari. 

Occorre cioè che la Commissione abbia una sua rigorosa e serena capacità di proposta e di indagine che miri ad analizzare il fenomeno criminale e a colpirlo, sia in Italia che nelle sue correlazioni internazionali. 

Nessuna obiezione di metodo poi, quanto alla ricognizione del rapporto mafia - politica nei territori, circa la selezione dei gruppi dirigenti ma attenti; anzi, bisogna diffidare e dirlo ad alta voce, affinché la Commissione non sia il luogo indebito del mancato rispetto delle norme processuali e costituzionali circa le candidature nelle assemblee. 

Io stessa sono stata vittima con altri, e ingiustamente e immotivatamente, nella scorsa legislatura, di un linciaggio mediatico la cui rimozione nell’opinione pubblica poi diventa una fatica drammatica. 

La Commissione deve avere spazi enormi di indagine ma senza mai interferire con la costituzione e con le fasi di un processo nel quale ci si può ritrovare immersi senza averne alcun motivo e senza alcuna colpevolezza. 

Le visioni moralistiche, onorevoli colleghi, non vanno collocate quindi dentro lo spirito di questa costituenda Commissione, cui appartiene invece soltanto la fedeltà ai fatti e non le mezze verità. 

La Commissione non può essere ripetitiva nel voler sindacare nella sua agenda una storia già scritta, né giudicare sentenze già emesse da vari tribunali.  

Io credo che la nostra direzione di marcia debba procedere soprattutto nella ricognizione della gestione di affari intrinsecamente illeciti e la commissione di reati spia come:  usura, estorsione e corruzione.

Ed io credo anche che occorra scendere in modo particolare in quella zona carsica, d’intesa con le varie autorità antimafia europee, dove esiste una strategia dell’immersione nei paesi off shore e nelle Borse mondiali e dove si manifesta un riciclaggio da capogiro. 

E poi vorrei anche che si avviasse una indagine seria ed incisiva per rendere colorata la cosiddetta “zona grigia”, ossia quell’area istituzionale fortemente articolata, dove operano, a vario titolo e responsabilità, accanto a soggetti economici collusi, anche devianze dell’apparato burocratico amministrativo statale e locale. 

Da ultimo vorrei segnalare che assistiamo sempre più ad una progressiva affermazione del ruolo delle donne all’interno della struttura criminale mafiosa, che risultano sia protagoniste di attività meramente esecutive, sia preposte a funzione e gestione contabile dei proventi.

Le donne hanno una capacità organizzativa ed un approccio al ragionamento diverso da quello degli uomini, perché introducono il senso pratico e la concretezza nelle azioni e nei processi organizzativi, così come ci ricordava ieri la collega Tiraboschi. 

Quindi far capolino in questo mondo, finora poco esplorato, di devianza e di illegalità , e valutare fino in fondo l’entità e la misura con cui queste donne gestiscono affari criminali, credo sia, o dovrebbe essere compito, nuovo e inedito, di questa nostra Commissione di inchiesta parlamentare. 

Come si può dunque constatare, onorevoli colleghi, il fronte è ampio e diversificato, e il contrasto può avvenire alla sola condizione che la Commissione sia 

unita negli obiettivi, 

sia rigorosa nell’analisi, 

sia  severa nei giudizi. 

Insomma, 

Che non ci sia malafede. 

Non sia, cioè, né partigiana, 

né prevenuta, prendendo a schiaffi la verità dei fatti. 

In fondo, il metodo mafioso resta per molti aspetti lo stesso che nel 1876 delineò nelle pagine della sua famosa inchiesta l’On Sidney Sonnino:

“La mafia è una vasta unione di ogni grado, di ogni professione, di ogni specie, che senza aver nessun legame apparente, continuo e regolare, si trovano sempre unite queste persone per promuovere il reciproco interesse, infrazione fatta a qualunque considerazione di legge, giustizia e ordine pubblico”. 

Questo metodo mafioso noi vogliamo combattere perché fuori dai nostri orizzonti e dai nostri valori religiosi, laici e culturali. 

Ecco quindi la ragione per la quale diamo il nostro voto favorevole, il voto di Forza Italia”.