Il Ricci pensiero sull'accordo M5S - Lega Politica

Il presidente della Provincia, Claudio Ricci, interviene sul quadro politico nazionale.

“È veramente surreale lo spettacolo a cui ci stanno sottoponendo in queste settimane il Movimento 5 Stelle e la Lega. Proposte di programma che cambiano continuamente mostrando una faciloneria ed approssimazione sicuramente pericolose. L’unica tendenza che non cambia, anzi che si rafforza, è un rozzo cosiddetto «sovranismo». Tanto sbandierato quanto assolutamente inadeguato a risolvere proprio le questioni italiane.

Per un Paese come il nostro, il solo pensare di poter far a meno dell’Europa è pernicioso, lunare. Il futuro dell’Italia, quello dei nostri figli, è in un’Europa sempre più unita e forte. Proprio in questo mondo ormai globalizzato, in questo grande villaggio globale, l’Italia da sola, scioccamente «sovranista», non avrebbe nessuna chance di futuro. Certo, alcune regole e comportamenti in Europa devono cambiare, ma lo stesso concetto di cambiamento significa dover esserci a pieno titolo, e non collocarsi su una linea di confine verso l'uscita.

Nel momento in cui, noi del PD, denunciamo queste cose, non possiamo non ammettere la lucidità e validità della strategia di Renzi. Senza la quale, in questi giorni, saremmo stati anche noi attori di questo spettacolo indegno. Con che cosa avremmo dovuto confrontarci, con proposte sgangherate ed irrealizzabili?

Oltre ai voti che abbiamo perso e che dobbiamo recuperare, avremmo smarrito qualcosa che ancor più difficilmente si recupera: la dignità. Eh sì, perché in politica si possono anche commettere errori, ma quando si cade nel ridicolo, il tentativo di riprendersi il consenso perduto diventa impresa impossibile. Ora il nostro Partito è chiamato a scelte importanti. Il mio auspicio è che sappia reagire con raziocinio. Il momento della lamentazione ed autoflagellazione è finito. Ricercare le ragioni di una sconfitta non significa rinnegare ipocritamente tutto ciò che di buono si è fatto, ed io sono convinto che di buone scelte per l’Italia gli ultimi governi ne abbiamo fatte molte.

Probabilmente non siamo stati bravi a veicolarle, a spiegarle, a farle quindi apprezzare. Credo fermamente che il motivo principale della nostra sconfitta consista nell’aver dato la sensazione di non sapere affrontare il tema dell’immigrazione. Sono sempre più convinto che è questo il tema che maggiormente penalizza la Sinistra non solo italiana ma europea tutta. Abbiamo quindi bisogno di un congresso in cui tutti esprimano il proprio pensiero. Poi però basta litigi e sgambetti, come se il congresso non finisse mai!

In un momento tanto importante per il PD, dove la tensione si avverte in ognuno di noi, a maggior ragione dobbiamo essere chiamati a scegliere e nessun militante può chiamarsi fuori, nessuno può nascondersi. Proprio perché la scelta dovrà poi essere rispettata da tutti, è d’obbligo mettere tutti nelle condizioni di partecipare. Solo un vero congresso può fare ciò. La sconfitta elettorale è stata forte ma il PD ha un ruolo insostituibile nella politica italiana. A maggior ragione oggi, dove politiche inconcludenti e contraddittorie vengono proposte. Siamo sicuramente più deboli rispetto al passato, ma tuttavia il PD ha ancora forza sufficiente per un autorevole rilancio utile non a se stesso ma all’Italia. Sono fermamente convinto che l'assemblea vada in questa direzione, unitariamente e senza strappi”.