Politica - Onorevole a chi? Non si può abrogare una legge che non c'è...

Onorevole a chi? Non si può abrogare una legge che non c'è... Politica

In attesa che iniziasse il Concerto per la Repubblica in diretta tv dal Salone dei Corazzieri del Quirinale subito dopo il giuramento del capo del governo e dei ministri, per riempire lo spazio dell’attesa, Simona Sala, dei Servizi parlamentari del Tg1, chiedeva a uno stupefatto Giovanni Grasso, direttore dell’Ufficio stampa e comunicazione del Quirinale, della novità riguardante le donne ministro chiamate “ministra”. Poi passava oltre, cercando ragguagli dopo aver notato “l’abolizione del titolo di onorevole”.

Stupefatti anche noi dall’altra parte del teleschermo.

I termini da usarsi sono, ma lo erano anche prima e vedremo perché, deputato e deputata per gli eletti della Camera e senatore, senatrice per i rappresentanti del Senato. Onorevole è titolo abusato finanche con i consiglieri regionali, con un servilismo anche linguistico senza pari. Ne parlai nella nostra redazione con l’allora candidato sindaco Carmine Nardone, già parlamentare. “Non l’ho mai preteso”, fu la risposta. Come a dire, sono gli altri che mi danno dell’onorevole.

“Il termine onorevole riferito a un eletto - come già spiegava in modo egregio nel lontano 2009 Rito Martignetti nelle pagine di Messaggio d’oggi - non è mai stato istituito e proviene da una consolidata prassi, iniziata nel 1848 alla Camera subalpina. Il compianto Enzo Biagi precisava nella sua Storia del Fascismo (ed. Sadea, 1964) che il titolo di onorevole fu abolito col Foglio d’Ordini n. 1177 del 4 marzo 1939, firmato dal segretario nazionale del PNF Achille Starace, e sostituito col titolo di “consigliere nazionale, gerarchicamente superiore al consigliere provinciale e comunale”.

Poiché non c’è stato alcun ripristino del predetto titolo, risultano inutili i timidi disegni di legge per abolirlo, in quanto non si può abrogare una legge che non c’è.Per la pretura di Agordo (Belluno), dal 1987, l’abuso del termine in atti pubblici da parte di ex parlamentari è da ritenersi illegittimo.Dunque, ben venga l’abolizione, soprattutto da parte di stampa e tv, di un titolo già cancellato al cinema dall’ironia di Totò a colori: «Chi siete voi? - L’onorevole… - Ma mi faccia il piacere!»”.

GIANCARLO SCARAMUZZO

giancarloscaramuzzo@libero.it