Piano ospedaliero regionale, Ianaro (M5S): ''Si chiude una pagina ma il libro De Luca resta aperto'' Politica

“Con l’ok del Ministero al piano ospedaliero regionale modificato dal Commissario ad acta, si chiude definitivamente la vicenda del Pronto Soccorso di Sant’Agata dei Goti, che resta in piedi, ma, minacciato nelle proprie funzioni, per la mancanza di personale e di apparecchiature diagnostiche! La mia attenzione resterà alta affinché non sia una cattedrale nel deserto, ma una struttura che svolga pienamente le proprie funzioni collegate al servizio d’emergenza territoriale del 118. Le ambulanze devono poter trasportare le persone al pronto soccorso che deve infine poter contare su unità interne collegate” spiega Angela Ianaro, portavoce alla Camera per il M5S.

“Sul piano ospedaliero regionale la vivo come una vittoria, ma contenuta, considerato che il piano, visto nella sua complessità tecnica meriterebbe ulteriori modifiche per garantire una sanità migliore per i cittadini - continua la parlamentare pentastellata -. Quella per il Pronto soccorso è stata solo una parte di una battaglia più ampia. Da parte mia ho applicato il metodo empirico-accademico, vigilare sull’operato del commissario di governo, oltre che produrre atti parlamentari, visto che lo prevede proprio il mio mandato di deputato della Repubblica italiana. Ecco perché vorrei ripercorrere le tappe che hanno portato allora a questo risultato, che voglio condividere con tutti quei cittadini e cittadine, che strenuamente con manifestazioni, sit in e finanche l’occupazione di un’aula consiliare, hanno difeso il loro diritto alla salute”.

“L’8 maggio 2018 presento una Interrogazione al Ministro della Salute sull’accorpamento del presidio ospedaliero «Sant'Alfonso Maria de’ Liguori» di Sant’Agata dei Goti (già appartenente all’Asl Bn) annesso all’azienda ospedaliera «G. Rummo» di Benevento.  (http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/00203&ramo=CAMERA&leg=18), il 30 luglio 2018 ripresento una nuova interrogazione sull’accorpamento ospedaliero, stavolta indirizzata al neoministro della Salute Grillo (http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/00851&ramo=CAMERA&leg=18) in cui riferisco che è «un paradosso immaginare che due ospedali come il Rummo e il Sant’Agata possano integrare l’offerta sanitaria con una distanza di 55 chilometri l’uno dall’altro», il 5 dicembre 2018 presento una interrogazione sull’insufficienza del numero di anestesisti in forza al Sant’Alfonso Maria de’ Liguori (http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/01776&ramo=CAMERA&leg=18), e tra un atto Camera e l’altro ho raccolto sempre l’invito sui territori, nei giorni feriali o festivi, a prendere parte ai cori di indignazione per una sanità che gli veniva “scippata”.

“L’8 settembre 2018 prendo parte alla manifestazione di protesta di comitati e cittadini contro la chiusura del Pronto Soccorso. Domenica 4 novembre partecipo alla manifestazione di numerosi cittadini che arrivano finanche ad occupare l’aula consiliare del comune di Sant’Agata dei Goti per difendere ospedale Sant’Alfonso, poi liberata in serata per spirito civico, nell’occasione raccolgo umori e malumori della comunità locale. Il 10 novembre commissiono uno studio legislativo sul piano ospedaliero regionale per individuare criticità ed errori. Nel frattempo De Luca chiede una deroga al ministero della Salute circa il piano ospedaliero. Il 20 novembre ricevo lo studio che evidenzia come “I principi del decreto ministeriale n.70 del 2015, prevedano già situazioni per le quali è possibile “derogare” ovvero “zone meno densamente popolate e disagiate per la viabilità”, elementi che fotografano esattamente il caso dei due presidi sanniti (“Rummo”e “Sant’Alfonso”) e la complessità di un’area come la Valle Telesina. Quindi, in definitiva è De Luca che deve muoversi nel procedere alla modifica del piano regionale.  Così accade, alla fine se ne convince pure il Commissario ad acta che quella modifica spettasse a lui”. “Ora bisogna guardare al dopo De Luca, lavorando per la definizione dei criteri di un eventuale nuovo Commissario laddove il debito sanitario non è rientrato. De Luca oramai è il passato purtroppo le sue scelte rimangono e continuerò a contrastarle” conclude Ianaro della Commissione Politiche dell’Unione Europea.