Diritto all'educazione dei detenuti, il carcere di Benevento ''sbarca'' in Europa con un progetto sull'uso degli strumenti digitali Società

Si conclude con una nota positiva la collaborazione, iniziata un anno fa, tra Francia, Italia e Romania. Lo scorso anno, infatti, Manuela Cardone, arrivata in missione in Francia, dall’Università degli Studi di Salerno, ha abbracciato l’idea di lavorare ad un progetto europeo inerente l’uso di strumenti digitali per l’apprendimento in prigione.

L’Università Paul Valéry di Montpellier, con il gruppo di ricerca “Interactions et Technologies Éducatives en Environnement Carcéral” (ITEEC), UMR Praxiling - sezione del CNRS - si è mostrata fin da subito interessata al coinvolgimento del carcere di Benevento nel progetto, conquistando così l’interesse di tutta l’area educativa e dirigenziale dell’istituto, del DAP e del Ministero della Giustizia, che hanno favorito questa opportunità di crescita e di confronto.

Tra i partner ufficiali l’associazione Antigone (Italia) - impegnata da anni per la tutela dei diritti e di tutte le garanzie dei detenuti in carcere, anche attraverso la raccolta e la divulgazione di informazioni sulla realtà carceraria - e il Centrul Pentru Promovarea Invatari Permanente (Romania).

Da questa unione nasce oggi la partnership SPOC (Small Private Offline Courses in Prison), formata da istituzioni particolarmente preoccupate per il diritto all’educazione dei detenuti.

L’esperimento prende vita da consapevolezze importanti: oggi viviamo nell’era digitale e non dare la possibilità ai detenuti di apprendere questa nuova pratica implica un ostacolo per il loro inserimento in società quando usciranno di prigione. Tale principio risponde a pieno a quanto sostenuto dalla Convenzione europea sui diritti umani: «I prigionieri, legalmente detenuti, continuano a godere di tutti i diritti e le libertà fondamentali garantite, ad eccezione del diritto alla libertà. Hanno quindi il diritto all'istruzione garantito dall'articolo 2 del Protocollo n.1».

Il contesto carcerario è complesso poiché, anche se le carceri sono dotate di strumenti digitali, non è possibile fornire ai detenuti libero accesso ad Internet (a causa della loro condizione di privazione della libertà). Tuttavia, le parti in causa hanno ritenuto essenziale trovare un compromesso che consenta ai detenuti di non essere completamente sconnessi dagli sviluppi digitali della società, rimanendo coerenti con gli obblighi penitenziari.

Infatti, il progetto SPOC, tenendo conto dei problemi legati alla prigione, fornisce una soluzione offrendo corsi di formazione attraverso strumenti digitali offline. La partnership offrirà, dunque, una formazione verso un gruppo pilota di detenuti nel carcere di Benevento - si ricordi unico carcere coinvolto nel progetto e rappresentato in Europa dalla Cardone.

La motivazione a partecipare sarà stimolata attraverso il diretto coinvolgimento dei detenuti in diverse attività prima e dopo il percorso formativo (workshop, valutazione, certificazione, ecc.), e le abilità da loro acquisite saranno riutilizzabili in molti contesti per il loro reinserimento futuro.

Il prossimo 11 e 12 ottobre ci sarà la presentazione ufficiale del progetto presso l’Università Paul Valéry di Montpellier, alla quale parteciperanno con grande orgoglio i nostri due partner italiani, Antigone e la Casa Circondariale di Benevento.