Ecco l'ultima follia del web: il bird box challenge Società

Il 2019 si è aperto all’insegna di due nuove mode scoppiate in rete. Una delle due è praticamente innocua, l’altra potenzialmente letale. Sto parlando, rispettivamente, della tenyearschallenge e della bird box challenge.

La prima, diffusa sui principali social network quali Instagram e Facebook, consiste nel pubblicare due foto, una di quest’anno e l’altra risalente a dieci anni fa, per mostrare in che modo un soggetto è cambiato nell’arco di un decennio. Moltissimi hanno aderito, in particolare i giovani (i meno giovani, che magari non hanno molto piacere nel mostrare gli inevitabili segni dell’invecchiamento, preferiscono declinare la sfida) e anche parecchi vip.

La seconda moda è invece pericolosissima e prende il nome da una pellicola visibile dallo scorso dicembre sulla piattaforma streaming Netflix. Il film Bird Box, della regista danese SusanneBier, è un horror apocalittico nel quale alcuni personaggi, tra cui una donna incinta (interpretata dal premio Oscar Sandra Bullock) si ritrovano ad avere a che fare con delle entità aliene in grado di indurre al suicidio chiunque le fissi. L’unico modo per sopravvivere è non guardare queste creature e quindi bendarsi gli occhi.

Nel film, per sfuggire alla morte, i protagonisti sono costretti ad andare in giro bendati o addirittura a guidare l’auto dopo aver oscurato i vetri. Tutto, pur di evitare il contatto visivo con gli alieni che conduce alla morte. Da qui l’idea di una folle sfida lanciata in rete: la bird box challenge appunto.

Il funzionamento di questa bravata ai limiti della follia è più o meno quello delle catene di sant’Antonio: chi supera una sfida ne lancia una a sua volta ai propri contatti, in quella che in alcuni casi si è rivelata un’escalation di comportamenti rischiosi e azzardati. L’unico punto comune è il fatto di dover fare qualcosa bendati: si va da sfide semplici, come vestirsi ad occhi bendati o baciare uno sconosciuto, sino ad azioni sempre più pericolose, come uscire in strada e fare un giro per il quartiere o addirittura guidare l’automobile bendati.

Per essere social, la sfida deve soddisfare inoltre un altro requisito: venire filmata e condivisa online. È in questo modo che s’ingenera il fenomeno dell’emulazione. Le gesta di coloro che affrontano la sfida, diffuse tramite smartphone e social, ricevono così piogge di like e invogliano altri ad imbarcarsi in imprese sempre più rischiose.
Finora il fenomeno si è diffuso principalmente negli Stati Uniti, dove già si è registrato il primo incidente stradale provocato da un guidatore bendato (fortunatamente senza vittime), ma sono convinto che non faticherà a prendere piede anche da noi.

Netflix ha diffuso un comunicato in cui invita i suoi utenti e tutti coloro i quali hanno visto il film a non emulare ciò che avviene nella pellicola, insistendo sul fatto che si tratta di un racconto di finzione e che camminare bendati in mezzo alla strada può comportare rischi seri. Ma intanto i video su Youtube dilagano.

Qualcuno ha anche suggerito di rimuovere il film dalla piattaforma streaming, sollevando nuovi dibattiti sulla censura e sulla libertà d’espressione. Ma il problema di fondo non è un film horror, quanto il dilagare di mode assurdamente pericolose, rese cool dalla loro condivisione in rete. Più che censurare Netflix, sarebbe il caso magari di domandare ai siti che ospitano i video degli utenti di vigilare sui loro contenuti. Oggi è la bird box challenge, domani potrebbe essere qualcosa di peggio. Se nel film l’unico modo per evitare di morire è bendarsi gli occhi, nel mondo reale occorre invece tenerli bene aperti ed usarli in abbinamento al cervello.

CARLO DELASSO