In tempi di crisi anche la fortuna è in crisi Società

Oggi nessuno osa parlare di “fortunona”, ma nemmeno di semplice fortuna. Ci accontentiamo di fortune piccole, ma piccole piccole.

Siamo in giro con l’auto alla ricerca di un parcheggio: parcheggiatore abusivo o parcometro regolare non importa!! Dobbiamo fermarci. Ecco, all’improvviso, che un’auto va via. “Che botta di c…!”: è la prima cosa che ci viene in mente. E parliamo di un puro e semplice parcheggio di mezz’ora!!

La moglie o la compagna ci manda alla posta. Lei è indaffarata per il pranzo della incombente domenica. Ci vede tornare dopo qualche ora e si sorprende: “Beh! Te la sei cavata con poco!”.  E noi: “Guarda una fortuna che non ti dico!! C’erano solo otto persone davanti a me!!” Ma come: siamo stati “fortunati” a stare in piedi per due ore per pagare le bollette!!

Al supermercato con il carrello alla cassa. La cassiera ci fornisce un totale da paura e ci chiede pure se non abbiamo un euro e trenta centesimi per agevolarle le operazioni di pagamento per contanti. Guardiamo con ansia in quel piccolo scomparto delle monete nel nostro portafoglio. E, siccome siamo anche un po’ cecati, ci mettiamo qualche attimo a decifrare l’entità delle monetine. Poi il sospiro di sollievo accompagnato da un “Per fortuna li ho! Eccoli!”

Osiamo ancora una volta parlare di fortuna per una cosa così semplice e banale. Forse perché quelle vere, quelle Fortune con la Effe maiuscola, non ci appartengono più. Cambiano governi, idee e tendenze, ma vediamo che la nostra “meglio gioventù” arranca per trovare un lavoro serio e dignitoso. Ben che vada si deve cambiare città o accontentarsi di disagi e precarietà. Le nostre città vivono situazioni di degrado o incuria, nonostante tasse e balzelli.

La “fortunona” di Renzo Arbore è proprio roba antica!

LUIGI PALMIERI