Società - La carta igienica: che magnifica invenzione!

La carta igienica: che magnifica invenzione! Società

Breve premessa: Sarà stata l’indigestione da dichiarazioni politiche sul Piano Periferie (di cui abbiamo dato ampio risalto sul nostro portale, tra polemiche, botta e risposta e offese non troppo velate) ad averci dato la stura per scrivere, a ridosso del Ferragosto, l’articolo che segue, con l’augurio di stimolare molti sorrisi.

Per sintetizzare ulteriormente: causa - tormentone politico estivo in salsa sannita; effetto - lassativo!

Buona lettura a tutti…

C’è quella di pura cellulosa vergine, quella colorata e perché no anche profumata, quella con vere fibre di cotone, dalla trama a micro-cuscinetti oppure deliziosamente trapuntata con fiori, foglie e nuvole; la sua consistenza poi va dal semplice doppio velo fino ad arrivare alla versione super lusso con 5 veli extra assorbenti, fogli grandi e soffici fibre che assicurano comfort e performance superiori, adatta, manco a dirlo, anche alle pelli più sensibili… praticamente un’esperienza da provare: parliamo della carta igienica!

Fluttua morbidamente nelle nostre case, non può mai mancare, ma la sua storia non è poi così antica…

Bisogna, infatti, aspettare la fine dell’Ottocento per la prima, vera carta igienica e la sua invenzione purtroppo non si deve ad un italiano.

Nonostante il nostro Bel Paese sia popolato da santi, poeti, navigatori ed inventori, evidentemente, la pulizia delle terga non rientrava nelle priorità dei cari connazionali, senz’altro più adusi a fresche foglie, pezzi di vestiti, gomitoli di lana e fogli di giornale.

Il “benefattore delle parti intime”, invece, fu un americano, nativo del Massachusetts: Joseph C. Gayetty, che presentò la sua invenzione nel 1857.

La “Medicated Paper” (questo il marchio) era venduta in pacchetti di strisce rettangolari, su ognuna delle quali compariva il nome di Gayetty, il quale per farsi pubblicità dichiarava: “Sono delicate come una banconota e robuste come un foglio per appunti”.

Il creatore della Medicated Paper sosteneva che la sua “genialata” evitasse la comparsa di emorroidi, causate - sempre secondo lui - dall’inchiostro dei giornali comunemente usati per la pulizia intima.

Le emorroidi, ovviamente, non furono debellate…

Purtroppo, la grande invenzione si trasformò in un vero disastro commerciale, le folle restarono indifferenti. Perché spendere soldi quando potevano essere usati vecchi fogli di giornali o altri materiali?

Il buon Gayetty - un signore molto distinto - voleva effettivamente migliorare le condizioni igieniche degli americani e lenire, come detto, i problemi emorroidari: i fogli, infatti, erano impregnati di succo d’aloe.

Ciononostante, fu un disastro…

Nel 1879 ci provò anche un inglese, tal Walter Alcock, il quale apportò modifiche introducendo il rotolo con fogli a strappo, ma il successo non arrivò nemmeno per lui, e per gli stessi motivi (sic!).  

Fin quando, nel 1884 i fratelli Scott, di Philadelphia, comprarono il brevetto e apportarono ancora perfezionamenti, ovvero, i rotoli bucherellati. Nel contempo, crearono la Scott Paper Company, che diventerà la famosissima Scottex (ricordate lo spot anni Ottanta dei 10 piani di morbidezza?).  

Tuttavia, ancora per molti anni, la carta igienica fu considerata una costosa e superflua bizzarria e solo all’inizio del ‘900 cominciò la produzione industriale a livello mondiale e l’abitudine dell’usa e getta.

L’invenzione, quindi, si affermò definitivamente intorno agli anni ’30.

E in Italia?

Beh, la diffusione massiccia della carta igienica si ebbe solo a partire dagli anni Sessanta e - udite udite - per incentivarne il consumo alcuni commercianti pensarono anche di fare un “regalino” a chi la acquistava in maniera continuativa…

Parliamo di un simpatico posacenere in ceramica di Deruta a forma di water e con su scritto: “Tromba di c..o, sanità di corpo”.

Che dire, non ci sono più i commercianti di una volta e come sentenzierebbe qualche nostalgico: “Tiemp’ bell’ ‘e ‘na vota!”.

Breve chiosa: Ad agosto il nostro amato territorio è infarcito di feste e sagre paesane, una più bella e ghiotta dell’altra. Di queste - e solo di queste - vogliamo fare indigestione. Suggeriamo alla nostra classe politica di aggirarsi tra di esse e scoprire quanto è bello il Sannio e quanto ha da offrire la gente sannita (non soltanto in termini di voti), ma una preghiera… stavolta non parlate di politica. Grazie!

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