La Tv in crisi cede il passo ai nuovi media online Società

A quanto risulta dai dati Auditel, l’edizione 2015 del Festival di Sanremo presentata da Carlo Conti è stata la più vista degli ultimi dieci anni. Se si escludono le partite di calcio, Sanremo è rimasto forse l’unico evento in grado di catalizzare un pubblico variegato di fronte alla tv: giovani, anziani, uomini e donne, persone di vari ceti sociali e di ogni livello culturale sono ancora attratti dalla kermesse canora che si svolge ogni anno nella cittadina ligure, nonostante la formula sia logora ed antiquata e delle canzoni in gara a distanza di poche settimane non resterà quasi alcun ricordo.

A parte Sanremo, la televisione si appresta ormai a diventare un oggetto obsoleto, un elettrodomestico il cui uso, un po’ come il telefono di casa o il computer fisso, è riservato ai componenti più anziani delle famiglie o a coloro che hanno meno dimestichezza con le nuove tecnologie.

Se infatti negli anni ‘80, ‘90 e fino al decennio scorso le nuove tendenze giovanili passavano attraverso la tv, oggi non è più così: ai ragazzi di questo decennio si possono attribuire tanti difetti, ma di certo non si può affermare che siano teledipendenti. I giovani d’oggi, se possono, evitano la televisione, o tuttalpiù la tengono accesa come sottofondo mentre sono impegnati in altre attività (sotto quest’aspetto, si può dire che la tv ha preso quasi il posto della radio: non si segue, ma si ascolta distrattamente).

Non che ne snobbino in toto i programmi, sia chiaro, ma oramai i ragazzi preferiscono guardarli comodamente in streaming, dove e quando fa loro più comodo, si tratti di telefilm o serie animate. E quasi tutte le trasmissioni, non solo quelle rivolte ad un pubblico giovanile, si sono dovute adeguare dotandosi di propaggini social, quali pagine Facebook e profili Twitter, oggi indispensabili. Un semplice sito internet poteva bastare nel 2000, mentre adesso il pubblico non solo gradisce, ma esige l’interattività con i suoi programmi preferiti, pretende di essere partecipe e non solo spettatore di una trasmissione.

Per quanto riguarda le notizie, invece, tra i telespettatori odierni non sono in pochi coloro che snobbano i telegiornali, che spesso non riescono a tenere il passo con i più aggiornati media online.

Anche in questo campo è avvenuto un fenomeno simile a quello che stabilì, diverse decadi fa, il rapporto tra la stampa e la televisione: la prima pubblicava le notizie dopo che queste erano già state ampiamente diffuse dalla seconda. All’epoca la tv non uccise i giornali, semplicemente questi ultimi si rassegnarono a farsi portavoce di un consumo differenziato: l’utente traeva dalla televisione le notizie, ma poi leggeva i quotidiani il giorno dopo per un approfondimento.

Oggi le notizie giungono via internet, in maniera immediata, diretta e, ahimè, molte volte imprecisa e priva di controllo. La rete non ha sostituito i telegiornali, che a loro volta non avevano sostituito la carta stampata; semplicemente, adesso si usa internet per essere messi al corrente dei fatti e la televisione per esserne certi.

Non stupitevi quindi se tra non molto tempo, nelle camerette dei vostri figli, non vedrete più il televisore, che già ha subito un bel dimagrimento rispetto ai vecchi modelli con il tubo catodico che ancora occupano spazio in parecchi soggiorni e tinelli, ma soltanto portatili, tablet, lettori mp3 ed altri gadget. Anzi no, dimenticavo un piccolo particolare: la tv ha ancora una funzione insostituibile a cui i giovani non possono rinunciare: è necessaria per attaccarvi le console dei videogiochi.

Saluti dalla plancia,

CARLO DELASSO

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