Società - L'emigrazione ieri e oggi spiegata dal sociologo Pugliese

L'emigrazione ieri e oggi spiegata dal sociologo Pugliese Società

Secondo autorevoli studi di settore, in Italia oggi si hanno livelli di emigrazione paragonabili a quelli avutisi tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta. Con modalità diverse. A spiegarlo al pubblico beneventano, presso a sala conferenze del MU.SA. di Piano Cappelle, in un incontro organizzato dal Centro di documentazione sulle nuove migrazioni dell’Università di Salerno, è stato il professor Enrico Pugliese, che all’argomento ha dedicato un volume di 154 pagine, edito da Il Mulino di Bologna, dal titolo: “Quelli che se ne vanno”. Ad introdurre la relazione di Pugliese: Grazia Moffa (CEDOM Unisa), Francesco Calvanese (FILEF), Francesco Vespasiano (DEEM), don Nicola De Blasio (CARITAS Benevento).

Pugliese ha spiegato che nel secondo dopoguerra l’Italia era solita stipulare accordi con paesi esteri per il reclutamento della manodopera italiana. Ne aveva stipulati con Francia, Germania, Belgio. In quest’ultimo caso, si trattò di accordi capestro ed a condizioni pessime per gli italiani, di un vero e proprio baratto attraverso il quale l’Italia riforniva settimanalmente di duemila operai le miniere del Belgio, ricche di risorse, ma sprovviste di manodopera locale. Le difficoltà di integrarsi col paese di accoglienze non mancarono, anzi. La situazione, tuttavia, cambiò dopo la tragica giornata dell’8 agosto 1956, quando nella località belga di Marcinelle si verificò il più grosso disastro minerario della storia. Morirono infatti 262 minatori, di cui 136 italiani. Il disastro fu causato dalla mancanza delle più elementari regole di sicurezza sul lavoro, dal malfunzionamento meccanico degli ascensori in uscita e soprattutto dallo stato obloleto dei macchinari a disposizione, compresi quelli di soccorso. Si salvarono solo 6 persone.

In effetti, mancando politiche istituzionali e forme di garanzia e di protezione per gli emigrati, ad occuparsi delle sorti dei lavoratori erano i preti e i comunisti. Le Acli svolgevano un’opera di sostegno importante ed anche gli scalabriniani, la famiglia religiosa fondata dal Beato Giovan Battista Scalabrini(1839-1905). Scalabrini, ad esempio, lottò contro il fenomeno del capolarato americano, in tempi in cui era assai rischioso partire per l’America.

L’emigrazione oggi, ha detto Pugliese, presenta delle caratteristiche molto diverse da quella degli anni ’50-’70:

- è un’emigrazione giovane;

- un’alta componente di emigranti è fortemente scolarizzata

- c’è un’alta componente femminile. Prima le donne andavano all’Estero al seguito del marito, oggi non è più così;

- alle volte si ritorna in un posto all’Estero dove si è già stati in precedenza, mentre prima andare fuori dall’Italia era un’avventura in tutti i sensi e si partiva per posti completamente sconosciuti.

Il principale sbocco dell’emigrazione odierna è la ristorazione, sia per gli uomini che per le donne. In Inghilterra esiste il contratto a zero ore, cioè il lavoratore deve essere disponibile 24 ore su 24 anche per soli 15 minuti di lavoro. In Germania hanno introdotto una serie di contratti a tempo determinatoe con annullamento dei principi del Welfare.

Oggi l’emigrazione ha una vitalità ed una ricchezza enorme, che per gran parte si deve alla destrutturazione del mercato del lavoro. A differenza di quanto comunemente di crede, le regioni italiane dalle quali oggi si emigra di più sono Lombardia, Lazio, Veneto. Esiste sia un’emigrazione alta che un’emigrazione bassa. Ad esempio dal bresciano partono operai delle fabbriche che hanno chiuso. Oppure partono i laureati all’Università di Milano, che però sono meridionali.

Nel 2011 lo SVIMEZ, Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno, ha coniato l’espressione “tsunami demografico”, prevedendo che, a fronte di una disoccupazione che si attesta intorno al 25%, il 2050 vedrà gli over 75 crescere di dieci punti percentuali e i giovani scendere da 7 a meno di 5 milioni e del 25% già entro i prossimi vent'anni. Entro i prossimi 40 anni il Sud Italia, in base a questa previsione, si spopolerà, la popolazione sarà sempre più anziana e dipendente dal resto del Paese.

LUCIA GANGALE

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