Turismo nel Sannio: cresce l'offerta ma non la qualità Società

Negli ultimi anni a Benevento, se l’offerta di strutture alberghiere tradizionali è rimasta pressoché invariata, sono invece cresciute a dismisura tipologie alternative di ospitalità, con stanze o interi appartamenti dati in fitto tramite le maggiori piattaforme online. Si sa che il settore alberghiero è sempre in continua evoluzione e questi cambiamenti si notano anche nella nostra città dove, già da tempo, al fianco degli hotel tradizionali, sono nati tantissimi bed & breakfast che, ad un costo più contenuto, non offrono quei servizi che la maggior parte dei viaggiatori ritiene, se non superflui, rinunciabili in un’ottica di risparmio a tutti i costi.

Col tempo quella che sembrava una alternativa spartana, riservata a giovani giramondo senza pretese, è riuscita a emergere e a ritagliarsi una considerevole fetta di mercato e tutto ciò è stato possibile perché i bed & breakfastnon si sono mai posti in concorrenza diretta con le strutture tradizionali, bensì si sono differenziati nelle soluzioni proposte, intercettando tutta quella clientela che fino a qualche tempo prima era esclusa dal business vacanziero.

Nel Sannio, terra con enormi potenzialità turistiche che spaziano dall’enoturismo ai pellegrinaggi religiosi, il giorno d’affari dell’ospitalità muove ogni anno cifre sempre più grosse e ciò ha spinto tantissimi novelli imprenditori a cimentarsi in una professione assai delicata che richiede notevoli capacità organizzative, di interazione e di comunicazioni difficilmente improvvisabili.

Navigando sui principali portali di prenotazioni si nota subito come il beneventano sia stato inondato da decine di annunci di camere disponibili per pochi euro e, se per molti inserzionisti pubblicare la foto della stanza con annesso paesaggio più o meno gradevole è il primo passo, in una attività economica seria e ponderata dovrebbe essere l’ultimo atto di un progetto chiaro e dettagliato.

Complice anche la quantità enorme di appartamenti rimasti sfitti con lo scoppio della “bolla universitaria” che ha lasciato inoccupate quelle stanze un tempo affittate a studenti fuorisede che difficilmente torneranno a popolare il nostro ateneo, molti proprietari si sono improvvisati affittacamere per fronteggiare le spese di gestione degli immobili o più semplicemente per integrare le proprie entrate.

Il senso di ospitalità proprio di noi campani è universalmente riconosciuto, ma è anche vero che ogni attività economica è soggetta a regole che andrebbero non solo conosciute ma anche e soprattutto applicate. Si va dalle normative fiscali e contabili, a quelle igienico-sanitarie che impongono moltissime restrizioni, sia per tutelare la sicurezza alimentare con severi protocolli cui attenersi per l’eventuale somministrazione di cibi e bevande, sia per quanto riguarda l’igiene della stanza e della biancheria messa a disposizione.

Adeguarsi a tutte queste disposizioni ha ovviamente dei costi che non sempre si vuole o si possono sostenere ma, saturare il mercato con servizi scadenti danneggia chi da anni investe e cerca di essere un punto di riferimento per il turismo nella nostra provincia.

Per tale motivo attività che operano nel pieno rispetto dei puntigliosi regolamenti si ritrovano in una competizione sleale con un sottobosco di realtà al limite della regolarità che rischiano di compromettere l’immagine del settore turistico della città. Nella nostra economia locale già molto fragile, sarebbe auspicabile una maggiore collaborazione tra enti amministrativi, imprenditori e quelle piattaforme che, di fatto, hanno il potere di influenzare in maniera cosi incisiva il mercato; abbandonare la logica lucrativa ad ogni costo, per promuovere la qualità escludendo quegli operatori che magari, dopo i controlli svolti dall’autorità preposta, risultino privi di qualsivoglia requisito necessario.

Solo puntando sulle eccellenze il Sannio saprà richiamare un turismo colto votato alla storia e alla cultura dei luoghi e che possa anche essere da traino per altri settori, come ad esempio quello agricolo, che potrebbe far conoscere ancor di più i suoi prodotti tipici e confermare che la nostra terra non ha nulla da invidiare alle mete più blasonate alle quali però va riconosciuto di essere state, negli anni passati, assai più scaltre e attente alla cura e alla tutela della loro immagine e del loro brand!

 ANTONINO IORIO